Quando l’ignoranza non ha confini

Attualità

 

Soldatesse israeliane con il Mauser K98

La Voce del Trentino riporta, in data 26 ottobre 2015, un articolo intitolato: “Schützen Trentino Alto Adige: una vergogna tutta italiana”

Questo il link per la lettura dell’articolo:

http://www.lavocedeltrentino.it/index.php/breaking-news-trentino/23055-schuetzen-trentino-alto-adige-una-vergogna-tutta-italiana

Il signor Aldo Rossi è ritornato all’attacco. Con la richiesta di far rimuovere le croci poste dagli Schützen  sulle cime delle montagne nel 2015(no Rossi, non sono lungo il confine, ma non mi aspetto che capisca la differenza), con la richiesta di “giustificare” il possesso di armi da guerra da parte degli Schützen del Trentino Alto Adige nonché di procedere all’immediato disarmo di tutte le Compagnie del trentino Alto Adige.

Quando si spara a zero, come il Rossi, sarebbe buona regola informarsi. Vediamo di rettificare il tiro?

Rossi“Ma chi sono davvero gli Schützen? In Trentino Alto Adige gli Schützen sono organizzati e suddivisi in almeno duecento Compagnie per un totale di circa quindicimila uomini, «ognuno dotato di carabina Mauser 98K, – precisa Aldo Rossi –  micidiale arma da guerra, già in dotazione alle SS di Hitler e alla Wehrmacht. Gli Schützen non sono, quindi, degli innocui, simpatici e variopinti gruppi folcroristici che si esibiscono in allegre feste paesane, sparando a salve con le loro carabine, ma costituiscono dei veri e propri gruppi armati». 

 

La polemica sul Mauser K98 è datata, in estate se ne era già occupato Alessandro Urzì, e in passato c’era stata un’interrogazione Degasperi/Bottamedi (M5S).

Cominciamo col raccontare al Rossi che oltre alla Wehrmacht, la carabina Mauser K98 è stata utilizzata da molti eserciti anche dopo la seconda guerra mondiale: Albania,Etiopia,BRD,Cina,Danimarca,DDR,Finlandia,Francia,Israele,Jugoslavia,Lussemburgo, Paesi Bassi,Norvegia Portogallo, Svezia, Unione Sovietica, Spagna, Cecoslovacchia, Turchia, Vietnam.

Le carabine Mauser K98 in possesso degli Schützen sono per la maggior parte di fabbricazione jugoslava, sottomodello M48. Pochissimi pezzi singoli possono avere un’altra origine, ma sicuramente non dalla Wehrmacht. E quindi sulle armi non si trovano marchiati né aquile del Reich né croci uncinate, ma solo lettere in carattere cirillico.

La scelta di questo tipo di arma è legata al fatto che si tratta praticamente dell’unica arma adatta allo scopo che è possibile ottenere sul mercato nella forma disattivata in quantità e a prezzi ragionevoli. Inoltre è anche l’unica arma che gli Schützen sono autorizzati a portare in base all’accordo tra Schützen e Ministero dell’Interno. Altre armi a disposizione degli Standschützen Tirolesi oltre al Mauser K98 non sono disponibili in quantità sufficiente.

Peccato che il Rossi non dedichi un po’ del suo tempo a migliorare le sue scarne conoscenze. Eh sì, perché nelle parate ai fori imperiali a Roma l’esercito italiano sfoggia i “veri” Mauser K98, non quelli jugoslavi M48. E peccato che il suddetto non sappia che l’Esercito italiano e la Polizia di Stato avevano in dotazione il Carcano Mod.91 (ancora oggi utilizzato nelle parate con la vecchia uniforme); questa è l’arma con cui l’Italia ha combattuto in tutte le sue guerre di aggressione del XX secolo, tra l’altro anche contro Etiopia e Grecia.

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