Uno Stato senza onore né dignità

Attualità

In base ad una delibera del Presidente del Consiglio Matteo Renzi su  ogni edificio pubblico in tutto il territorio nazionale dovrà essere esposto il tricolore nella data del 24 maggio.

Da noi il Commissario del Governo, la più alta autorità, ha inviato a tutti i Comuni del Sudtirolo, al Landeshauptmann e al Presidente del Consiglio provinciale la disposizione che prevede l’obbligo di issare il tricolore su tutti gli edifici pubblici il 24 maggio, per festeggiare l’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria 100 anni fa.

Questa la notizia nuda e cruda.

Vediamo di commentare questo orrore.

Il Sudtirolo dovrebbe glorificare l’aggressione dell’Italia contro la Vaterland Austria. A noi questa aggressione, che ha diviso il nostro vecchio Tirolo, ha portato morti (tanti), dolore,  separazione, e ferite mai rimarginate.

Del  rispetto di questo Stato per una terra dove gli Italiani hanno portato solo dolore e sofferenze non c’è ovviamente alcuna traccia. L’Italia, che nella sua storia ha condotto esclusivamente guerre di aggressione, non sa naturalmente cosa sia il rispetto per altri popoli ed altre culture.

Ma l’idea che il 24 maggio sia per l’Italia un giorno da festeggiare è raccappricciante: cosa festeggia l’Italia, più di mezzo milione di morti innocenti, morti per conquistare terre che italiane non erano e italiane non volevano essere?

Fazit: l’Italia, anzichè festeggiare la fine delle guerre, sembra sia più interessata a festeggiarne l’inizio.

Ogni commento è superfluo. Ma sembra che questo Stato non riesca a toccare il fondo, ogni volta un po‘ più in basso.

Io personalmente, il 24 maggio, appenderò la nostra Fahne con il Trauerflor. Per ricordare i nostri Vecchi, il loro sacrificio e il loro dolore.

E reciterò una preghiera per tutti quelli che sono morti per colpa dell’aggressione italiana.

Con l’augurio che i responsabili brucino all’inferno.

13 risposte a “Uno Stato senza onore né dignità”

  1. Stefano scrive:

    Mi associo all’augurio di Elena, ricordando che complessivamente i morti italiani (tra civili e militari) ammontano a poco meno di 1,2 milioni. Bell’anniversario!

  2. Riccardo scrive:

    Certo che fa male una cosa del genere ai sudtirolesi, ma potrebbe lo stato italiano comportarsi diversamente?
    Potrebbe “festeggiare” l’entrata in guerra in tutto il territorio e fare un’eccezione per il Sud Tirolo?
    Certo che no, fino a che il Sud Tirolo farà parte dello stato italiano queste saranno brutte cose da ingoiare.
    Si spera almeno che facciano aprire gli occhi ai sudtirolesi indecisi.

  3. Giorgio scrive:

    Riccardo, nessun Stato al mondo festeggia l’entrata in guerra, di solito si festeggia la FINE della guerra. Questa manifestazione di nazionalismo monarchico pre fascista da parte dello Stato italiano è inaccettabile.

  4. testori giovanni scrive:

    io a memoria non ricordo uno stato che indice una festa per l’entrata in guerra( e poi che guerra!!) incredibile, un fermo no alle bandiere italiane esposte sul territorio sudtirolese in segno di festa!

  5. Riccardo scrive:

    Giorgio, al di là della opportunità per uno stato di festeggiare l’entrata in guerra o la sua fine, resta il senso del discorso che è che finché, purtroppo, il Sud Tirolo resterà italiano, queste cose i sudtirolesi dovranno subirle.
    Sperando come ho detto che risveglino la voglia di tornare con l’Austria.

  6. D@vid scrive:

    Personalmente io esporrò la bandiera del Südtirol a lutto. Io festeggio il 1° agosto, Schweizer Nationalfeiertag !
    https://www.youtube.com/watch?v=YT94tPjNU4o
    Il 2 giugno lavoro.

  7. Elena scrive:

    Un paio di note a margine:
    - io ho scritto del Südtirol per il semplice motivo che da qui sono partite le prime reazioni di tutte le formazioni patriottiche del Südtirol. Secondo le ultime notizie si sono mostrati critici anche l’SVP nelle persone dell’Obmann Philipp Achammer e il LH Arno Kompatscher, che ha perfino annunciato di voler consultare a riguardo un avvocato. Cosa gli ultimi due faranno veramente contro questo orrore non è dato di sapere, quanto a vane promesse sono all’altezza del loro grande amico (e amicissimo delle autonomie) Matteo Renzi.
    - questa delibera riguarda l’Italia intera, Welschtirol compreso. Come si può ben vedere dalla pagina del Commissariato del Governo di Trento, che il nostro amico Everton ha pubblicato sulla sua pagina facebook. Danke Everton:) 

  8. Rofreit scrive:

    Ieri sera zappando sui vari canali TV, incorro nel programma PORTA A PORTA (del vespone) il quale, alla notizia che l’Alto Adige non esporrà il tricolore, con una voce leggermente alterata sbottò: “ma cosa vogliono questi, perché non se ne vanno con l’Austria, quando hanno avuto l’occasione se ne sono guardati bene dal farlo e ora rimangono qui per convenienza.” (PAZZESCO).
    Ora alla sua veneranda età, la demenza senile è affiorata in tutto il suo splendore. Perfino l’ospite del Corriere della Sera collegato dallo studio esterno, l’ha più volte contraddetto e gli ospiti presenti più volte si dissociavano dai vari servizi preparati ad hoc per questa ricorrenza della dichiarazione di guerra del Regno d’Italia.
    La disinformazione e la distorsione della storia vista nel programma di Vespa grida vendetta. Ma dopotutto loro sono di larghe vedute e obbiettivi. :-( (

  9. Elena scrive:

    Ultimo aggiornamento dal Bananenstaat:
    Dal momento che il LH Kompatscher si rifiuta di esporre le bandiere, Giorgia Meloni, grande capo di “Fratelli d’Italia” pretende le dimissioni di Kompatscher e del suo collega Ugo Rossi.
    Attraverso Twitter la Meloni sostiene che entrambi possono lasciare il Paese se si vergognano dell’Italia. E nessuno piangerebbe per la loro partenza. “Anche se si vergognano della bandiera italiana, prenderebbero volentieri i soldi che lo Stato manda loro per governare”.
    Kommentar überflüssig…e chi è debole di stomaco si prenda un antiemetico :)

  10. D@vid scrive:

    Per Rofreit: ho visto, casualmente, anche io quella prima parte della trasmissione del sig. Vespa ed ero certo che la decisione del LH Kompatscher sarebbe stata oggetto di discussione. Il Vespa ha dichiarato che il Land Südtirol avrebbe avuto occasione di separarsi ma ignora che ciò non è mai stato possibile. L’allora potentissima federazione americana impose al Land Südtirol di rimanere sotto il controllo di Roma! E il Vespa ignora che la Republik Österreich sollevò la questione del Land Südtirol presso l’ONU !

    Per Elena: attendevo proprio il commento della sig.ra Meloni, la quale ignora totalmente la storia del Südtirol e del Welschtirol precedente al 1918. Si farà una ragione della “germanicità” del Land Südtirol!

  11. Nicola scrive:

    Questo è un articolo pubblicato ieri sul Corriere della sera a pagina 24 :
    QUELL’ OMBRA DI DOPPIEZZA CHE OFFUSCA IL 24 MAGGIO
    Un minuto di silenzio alle quindici di oggi in tutta italia, compresi gli stadi della serie A e la tappa del Giro d’ italia. Alla stessa ora una salva d’onore sarà sparata da una squadra di militari di fronte ai sacrari ai caduti di 24 città. Sono due delle tante manifestazioni previste per celebrare il centenario dell’entrata in guerra dell’ italia, il 24 maggio 1915. Nel panorama manca però una solerte iniziativa pubblica, con la partecipazione delle più alte cariche dello Stato, che manchi davvero quello che resta un atto fondativo, e non dei minori, dell’ italia quale oggi la conosciamo. IL tutto appare tenuto un po’ sottotraccia, un qualcosa che bisogna fare, ma in cui non si crede più di tanto. In ciò sicuramente giocano l’ orrore contemporaneo verso la guerra e il timore che, quanto accaduto durante il ventennio fascista, ogni ricordo diventi glorificazione di un conflitto che, con quasi 600mila morti, portò il lutto in centinaia di migliaia di famiglie. Ma forse c’è dell’altro : se non una vergogna, almeno un imbarazzo inconscio sepolto nel profondo dell’anima nazionale, che non pare di riscontrare negli altri Paesi europei, vincitori e vinti, e che ha le radici, a mio parere nel “come” arrivammo alla guerra, Nell’ agostro 1914 il continente fu trascinato nel conflitto del gioco delle alleanze contrapposte senza quasi volerlo e senza avere le idee ben chiare di quel che una guerra moderna avrebbe comportato. Noi no. Ci entrammo dieci mesi dopo, ben consci di ciò che ci aspettava, in cerca di compensi territoriali, spezzando un’ alleanza liberamente sottosritta fin dal 1882 e rinnovata tre volte ( la Triplice, con Austria Ungheria e Germania) e dopo un serrato negoziato quasi un’ asta, con i belligeranti per vedere chi offriva di più. Vinsero Francia e Gran Bretagna che però alla fine, non mantennero tutte le promesse.LA FAMA DI DOPPIEZZA GUADAGNATA ALLORA NON CI LASCIO’ PIU’ . Forse un’ombra ce la portiamo ancora dentro
    Scritto di Paolo Rastelli
    Forse c’è ancora qualche giornalista serio……….
    Servus

  12. Mauro scrive:

    Leggo in ritardo questo articolo e non posso che inorridire. Italia fai proprio schifo. Comunque anche io, guardato dai ccompaesani increduli (abito vicino a Trento), ho esposto dalla mia finestra sulla via principale del paese la bandiera tirolese listata a lutto. Il mio pensiero e la mia preghiera è andato sicuramenti ai nostri combattenti, ai civili che hanno subito il dramma dell’allontanamento dalla Heimat per tornare e trovare tutto distrutto, ma anche a quei poveri diavoli del regio esercito, la maggior parte dei quali non condividevano la guerra e che sono morti per l’imbecillità di uno stato stupido, cieco e vigliacco.

Lascia un Commento

*