Trento 2018: una vergogna

Attualità

L’Adunata nazionale degli Alpini numero 91 avrà luogo quasi certamente a Trento.

A Conegliano Veneto, su 25 sezioni ANA del Triveneto, 24 hanno votato a favore della candidatura di Trento per il 2018, unica candidata dopo il ritiro della sezione di Padova. A questo punto la candidatura di Trento è l’unica a livello nazionale da sottoporre al Consiglio nazionale.

Secondo Giuseppe Dematté „l’adunata è importante perché il Trentino rappresenta una pagina di storia nazionale per il completamento dell’Unità d’Italia“

Halb so schlimm, gli Alpini li conosciamo.

Ma il bello è dietro l’angolo.

Così il Dr. Ugo Rossi,in risposta all’interrogazione n. 877 in data 10 settembre 2014. „…si precisa che l’amministrazione provinciale ed il Comune di Trento, con nota del 18 settembre 2014, hanno espresso, all’Associazione Nazionale Alpini, il vivo interesse allo svolgimento nella città di Trento dell’adunata nazionale degli alpini nel 2018, assicurando sostegno all’iniziativa“.

Gli Alpini hanno sfilato a Bolzano esibendo le divise della guerra d’Abissinia e glorificando vittorie che esistono solo nelle loro menti, per poi gratificarci con scritte tipo „Non dividiamo quello che i padri hanno unito“.

Il Dr. Ugo Rossi, LH del Trentino, sembra avere della storia conoscenze piuttosto vaghe: 11.000 morti con la divisa austro-ungarica sembrano avere meno importanza di quattro irredentisti italici.

Perché gli Alpini, nel 2018, a Trento, non faranno una rimpatriata: festeggeranno l‘“unità“ di uno Stato che non è e non sarà mai il nostro.

E purtroppo il LH Rossi sembra anche essersi dimenticato che neppure un centimetro quadrato del nostro Tirolo è stato conquistato dagli Italiani, e anche del fatto che comunque a Trento, prima degli Italiani pseudo-vincitori, sono arrivati gli Inglesi.

Strana terra, la nostra: dove accogliamo a braccia aperte i discendenti di quelli che sparavano sulla testa dei nostri nonni e bisnonni. Che Dio li abbia in gloria.

E che ci possano perdonare per questo ulteriore imperdonabile affronto.

43 risposte a “Trento 2018: una vergogna”

  1. Gabo scrive:

    Mi viene da vomitare…sono passati 100 anni e siamo peggio d’allora.
    Spero solo che questa Italia…vada a Remengo (non manca tanto)
    Che schifo, che schifo.

  2. Rofreit scrive:

    Purtroppo negli Alpini di oggi ci sono tanti discendenti di soldati A.U. che hanno combattuto in Galizia e sul fronte Italiano, ma tutto ciò per “loro” è solo storia.
    Continuano a glorificare un corpo militare che ne hanno fatto parte, ma che non conoscono a fondo la storia.

  3. Marco scrive:

    E quando l’Italia sarà andata a remengo sicuramente verrete accolti a braccia aperte dai vostri fratelli d’oltrape vero? Ma va la………

  4. Jager scrive:

    Peccato…peccato perchè come ho già detto in un altro mio intervento tutto ciò non denota solo una grande ignoranza ma anche la paura di perdersi un così “grande” evento economico ovviamente a discapito dell’onore e della dignità.
    Giusto per sapere cosa hanno in mente di fare i sizeri per far vedere che comunque Trento nel 2018 non sarà solo “Alpini, biceri e osi?”

  5. Stefano scrive:

    Visto che dopo cento anni non sono ancora riusciti a convincere le persone, gli invasori tornano per marchiare il territorio nemico. Auspico agli Alpini la peggior accoglienza possibile: indifferenza ed isolamento.

  6. Beppe scrive:

    Presidente A.N.A. Pinamonti alla stampa 8 febbraio 2015 – Adunata nazionale alpini 2018 a Trento.

    “ Per noi,…. ma per tutto il Trentino, ….era importante riuscire a porre la nostra candidatura per il 2018. Non ci dovrebbero essere ostacoli ora da parte del consiglio nazionale per aggiudicare definitivamente a Trento, l’Adunata. Importante perché il Trentino rappresenta una pagina di storia nazionale con il completamento dell’Unità d’Italia.

    Cesare Battisti nella supplica al re d’Italia – agosto 1914

    ….Se al popolo (nel 1914-Tirolese, ma trentino secondo Battisti) nel cui nome sappiamo di potere con tranquilla coscienza parlare,…. sarà chiesto qualsiasi sacrificio, esso saprà mostrarsi degno della sua storia, e nessuna cosa gli parrà grave, pur di poter salutare in Voi il Re Liberatore, il Re d’Italia unita entri i suoi naturali confini. “

    ….Strana concomitanza. …..Ambedue i personaggi sono convinti di essere autorizzati a parlare a nome di tutto il popolo Tirolese di allora, forzatamente trentino di oggi. E’ più scusabile il primo, perché il secondo se conoscesse la storia, avrebbe capito che gli uomini sono dotati singolarmente di un cervello personale , a meno che questo non abbia ceduto a certi lavaggi fatti ad hoc!

  7. Stefano scrive:

    Direttamente dal sito Internet dell’ANA, alcuni punti del decalogo delle adunate degli Alpini. Se queste sono le premesse… viel Glück, Trient!

    3. Durante la sfilata, va tenuto il passo scandito dalle fanfare, altrimenti si assiste a un trasferimento tipo gregge che non onora la Sezione.
    4. Si conduca una campagna senza quartiere contro i trabiccoli: non significano nulla, danno solo fastidio al prossimo, quando non vanno contro le norme del codice della strada dal quale nessuno è esentato.
    5. Si convincano i propri associati che i comportamenti violenti non devono in alcun modo entrare nella nostra Associazione. Portare il cappello alpino non autorizza alcuno a sentirsi superiore agli altri, anzi! Chi si dovesse macchiare di questa colpa dovrà essere subito espulso dalla Sezione.
    6. Uno degli spettacoli più rivoltanti è offerto da quanti alzano il gomito. L’ubriachezza è uno dei vizi peggiori dell’uomo: degrada e svilisce l’individuo compromettendone la dignità personale. Occorre condurre un’assidua campagna per convincere i riottosi che il bere in eccesso non ha mai reso l’alpino più alpino.
    8. Rispetto per il sonno altrui: non si capisce perché le notti, soprattutto di sabato, molti si sentano autorizzati a infastidire il prossimo con urla, canti sguaiati, trombette e rombi di motore fino alle prime luci dell’alba. Sono manifestazioni di pura stupidità, non di alpinità.
    9. Rispetto per il gentil sesso: il comportarsi male con loro, unito a sguaiataggini varie, trasforma l’adunata in un baccanale.

  8. Nicola scrive:

    L’adunata con il benestare del dott. Rossi e del PATT!!!!!! Spero che tutti gli Schuetzen capiscano finalmente chi è con loro e chi fa finta di essere con loro.
    Servus

  9. el Ciro scrive:

    Un vero schifo, quel giorno ghè auguro tanta ma tanta acqua, brutti taliani descolzi.

  10. lore scrive:

    E chi sarebbe con gli schutzen?

  11. Rofreit scrive:

    Ricordo, a chi ha la memoria corta, che all’adunata di BZ, due personaggi provenienti da una sez. A.N.A. del Veneto suonarono la famosa canzone “FACCETTA NERA” (vedi link sotto).
    E’ vero che non si deve fare di un’erba un fascio ma loro (gli Alpini) sono la massima espressione del più becero nazionalismo.

    http://altoadige.gelocal.it/bolzano/cronaca/2014/01/28/news/faccetta-nera-all-adunata-di-bolzano-assolti-due-alpini-1.8556450

  12. Nicola scrive:

    Credo che Nuovo Trentino Nuovo Tirolo sia l’ opportunità giusta per tutti!!! Servus

  13. lore scrive:

    Per mi l’e’ la solita solfa……

  14. Nicola scrive:

    Prova a dir cosa te va bem !!??
    Servus

  15. lore scrive:

    Cosa me va bem? En minimo de coerenza… e ti credet che li la ghe sia?

  16. Joseph scrive:

    Non so che giorno sarà l’adunata dei “beles” (dal cimbro/slambrot “taliani”) cmq io quel giorno faro visita al cimitero Austroungarico a chieder perdono “perché non sanno quello che fanno”…

  17. Nicola scrive:

    Te devi spiegar meio cosa te entendi per coerenza, l’è masa fazile ciacerar e basta.
    Servus

  18. Riccardo scrive:

    Sono italiano del Nord ma verrei anch’io a Trento nel 2018 a lanciare dei gavettoni da qualche terrazzo sulle eroiche penne nere.

  19. lore scrive:

    Te gai razom ghe masa zent che ciacera e basta…

  20. Luc scrive:

    a questo punto però (sempre che la cosa si faccia davvero a trento) occorrerà pensare a qualche evento particolare in risposta. Almeno gli Schuetzen di Welchstirol e Sudtirol insieme, potrebbero o dovrebbero inventarsi qualche cosa come ad esempio organizzare un raduno o una sfilata nella città la domenica prima o quella dopo dell adunata. Della nostra contrarietà all’evento non possiamo solo parlarne nel web o in qualche striminzita lettera che va nell’ultima pagina dei quotidiani….

  21. Reichfrau scrive:

    l’adunata degli alpini a Trento nel 2018 si farà, senza ombra di dubbio; hanno perfino spostato le date delle elezioni comunali per andare incontro agli alpini che scendono all’Aquila quest’anno.
    La maggior parte di loro (alpini) vivono questa adunata come una classica rimpatriata di ex commilitoni, ma non si rendono conto che sono ostaggi di una manifestazione puramente propagandistica militare/nazionalista.

  22. Gialonèro VotoFranz scrive:

    Ve assicuro: no ghe sarà nissuna adunata dei alpini nel 2018, nè a Trento nè in nissun altro logo! La dissoluzion del’Italia ga zà supera’ el punto de non ritorno. Xe question de mesi e no de ani. Me dispiasi per le generazioni dei giovini, poveri… Mi son vecio e no go più niente de perder perciò opererò fin’al ultimo mio respiro per ripulir le nostre tere da questa maledèta genìa! Costi quel che costi!
    NO XE MAI TROPO TARDI!
    Ma ste’ tranquìli, . . . no ghe sarà più nissuna adunata.

  23. alex scrive:

    Caro Stefano, ti assicuro che se quel decalogo dovesse esser fatto rispettare, le adunate andrebbero deserte! A parlare così sono i loro capi, gli ufficiali, che non riescono a farsene una ragione del fatto che l’alpinità è possibile solo altrimenti e cioè con la baldoria! D’altronde è l’occasione che aspettano in molti per fare una sbaraccata antistress in piena regola e in piena libertà.
    Quei rompicoglioni degli ufficiali contavano di più quando potevano imporsi e rompere gli zebedei alla gente e ora vorrebbero imporre le loro vecchie regole, ma invano; riescono a mettere sugli attenti per pochi secondi quella masnada di sbaracconi, ma poi tutto ritorna come prima: una allegra baraonda! Ora si sono anche resi conto che, tra non molto, causa l’abolizione della leva obbligatoria, tutto è destinato a dissolversi. E allora cosa ti inventano quei capoccioni di generali per evitarlo? Ma certo, tramite l’Ana hanno fatto pressione sul governo per ripristinare la leva obbligatoria, adducendo motivi apparentemente condivisibili come educare i giovani alla disciplina e al volontariato e alla sicurezza in montagna, ma tacendo su quelli che per loro sono primari, come poter tornare a disporre di una forza militare compatta e con alto spirito di corpo, da poter disporre in caso di ………. lascio a voi concludere la frase.

  24. Marco scrive:

    @alex: fa un po sorridere che lei accomuni un adunata a quello che sembra un raduno stile rave party…….mi è capitato di entrare in una festa/raduno similschutzen e non mi è sembrata molto diversa: se questi sono i parametri, da questo punto di vista mi permetta di affermare che “braghe de coram” o “camisa a quadri” sem sempre li…..festa al sabato sera ma tutti ordinati quando c’è da sfilare, con la differenza che negli alpini sfilano eventualmente in armi solo i reparti effettivi dell’esercito, altrove mi sembra di capire che moltissimi ambiscano ad avere el sciopet sula schena………pace……..solidarietà……

  25. Stefano scrive:

    Per Marco.
    Cerchiamo di fare un po’ di ordine. Il problema non sono i lederhosen o le camicie a quadri, bensì un altro: le sfilate degli alpini in Tirolo costituiscono l’ennesima violenza tesa a far ricordare alle popolazioni locali che, in spregio alla loro volontà, esse sono costrette a subire l’ordinamento giuridico e politico della Repubblica italiana. Altro che raduno di amici: come riporta (facendo un clamoroso autogol, evidentemente in modo inconsapevole) un social network altoatesino (sic!), l’adunata è l’ occasione per ricordare il momento di passaggio del Tirolo meridionale prima al Regno d’italia, alla Repubblica italiana poi. Tale evento costituisce ancor oggi un lutto per la stragrande maggioranza della popolazione locale, nei cui confronti l’adunata degli Alpini rappresenta un osceno gesto di disprezzo. Tenga conto che questi alfieri del patriottismo tricolore sfilano con striscioni e slogan che sono un insulto per coloro che sono nati e vissuti in Tirolo, per tacere poi della presenza nei loro cortei delle truppe di occupazione che esibiscono bandiere di guerra e labari che offendono, prima che i tirolesi, la stessa Repubblica italiana, poiché ricordano campagne di guerra di pura aggressione criminale: in Russia,in Grecia, in Albania ed in Etiopia utilizzando qui gas venefici contro la popolazione locale.
    Con ciò, nessun divieto e nessuna proibizione: gli Alpini vadano pure a Vittorio Veneto, a Caporetto, dove accidente vogliono. Lascino in pace il Tirolo. In pace, appunto, come dice lei, perché la vera pace è figlia della giustizia e non di quelle guerre e di quelle conquiste che gli Alpini continuano, come cani da guardia, a voler celebrare in casa d’altri.

  26. testori giovanni scrive:

    completamente daccordo con stefano.

  27. Elena scrive:

    @ Stefano
    Perfekt auf den Punkt gebracht!!
    Danke

  28. alex scrive:

    a Marco.
    Non ti basta farlo tutti i giorni su l’Adige, vieni ad ammorbare anche questo sito con le tue cavolate senza senso. Il fatto che la parola non debba essere negata a nessuno non significa che uno possa permetersi di dire le cazzate più assurde, senza suscitare giuste reazioni.
    Ciò premesso, vorrei ricordarti che non sono le bevute o la baldoria che fanno specie, ma i modi sguaiati e poco dignitosi con cui vengono fatte. Qualche esempio? Non ho mai visto Sizeri che se ne vanno in giro ubriachi fradici, cantando canzoni oscene e spadroneggiando per la città, facendo apprezzamenti poco galanti alle signore, come non ho mai visto Sizeri andare in giro con ridicoi trabiccoli, auto e camioncini con sopra fiaschi o scarponi giganteschi e altre ridicole amenità, giusto emblema di siffatti militi! Questa roba, se permetti, la chiamerei piuttosto ‘carnevale’! Almeno si abbia il coraggio di dirlo: CARNEVALE ALPINO!

  29. birba scrive:

    Axel, ma che carnevale, quelli sono usi e costumi veneti.
    Non per niente i miei nonni parlavano di razza Piave, un concetto che si capiva al volo e che mi sembra di riveder descritto nei precedenti commenti. Chissa’, magari per la baldorial del 2018 gli apriranno anche la Voldastico nord, tanto ormai …….

  30. birba scrive:

    …scusate, dimenticavo di aggiungere che tali usi e costumi da sbandati si notano a tutte le feste di laurea che si celebrano in centro storico a Trento. Mi venne spiegato che si tratta di tradizioni goliardiche dell’ateneo di Padova, quindi non trentine (per fortuna). Il tutto si svolge mischiando ingredienti come.. alcool a go go, parolacce senza fine, mancanza di rispetto per la citta’ che li ha aspitati per 5 anni, fracasso senza fine, canzoni dal gusto troglodita e sboccato…e avanti cosi, per ore, per tutte le “feste” di laurea. Aspettarsi che la maggioranza degli studenti veneti si comportino diversamente sarebbe una chimera (ma si, certo, ci sono le eccezioni), visto che i genitori che li accompagnano ci sguazzano in quel po’ po’ di fanghiglia culturale. E come sempre, manca totalmente la coscienza di essere in casa d’altri, prevaricata dalla credenza che la loro e’ una cultura talmente affascinante da poter essere imposta anche alla gente ospitante, tanto quella ha solo da imparare dalla cultura italica, come scritto a grandi lettere latine sull’arco del monumento alla vittoria di Bolzano. Chissa’ quanti di quei genitori che girano avinazzati per Trento a “festeggiare” la laurea dei loro pargoli vanno anche alle feste degli Alpini, dove guarda caso, l’accento piu’ difuso e’ quello veneto, tanto che anche a livello nazionale le macchiette televisive dell’alpino parlano sempre ed indiscutibilmente veneto. Ma certo, come detto, ci sono anche le eccezioni, ma questo appena descritto non e’ uno stereotipo, visto che e’ un malcostume condiviso in pieno e senza remore da migliaia di persone. E’ quindi una caratteristica culturale.

  31. Gialonèro VotoFranz scrive:

    Ve ripeto: NON GHE SARÀ PIÙ UN ALTRA ADUNATA DE ALPINI nè a Trento nè in nissun altro logo. Stè tranquìli.
    Come gavarè capi’, son un “triestìn patòco” (triestin autentico) del Teritorio Libero de Trieste, perciò un alter Österreicher. La dissoluzion dela “maledeta genìa” ga za superà el punto de non ritorno. Perciò no steghe badar ai comenti dei “Marco” e dei “birba”…. poveri . . . Pensèmo insieme al nostro futuro! E lassemo i fioi adestrài dai fassisti, ai sui sogni . . .
    La disoluzion del’Italia, un altro e definitivo ribaltòn, un ultimo, definitivo, 8 setembre, xe vicinissimo! Ogni giorno la maledeta genìa fa passi avanti verso el suo anientamento.
    Ieri, i se ga pesta’ in Parlamento, ogi el ministro dei esteri straparla de “guida italiana de una atàco de l’ONU contro la Jihad dela Cirenaica . . .”
    “Che 5.000 omini – del esercito ‘taglian xe pronti!”
    ROBE DE MATI !
    “NOI DOVEREMO ESSER PRONTI A PROTEGER LA DEMOCRAZIA DELE NOSTRE POPOLAZIONI, CIOÈ PROTEGER LA CITADINANZA PERCHÈ (come l’8 setembre 1943, i “lianta” se dissolverà come neve al sol.
    E NOI CITADINI DOVEREMO ESSER PRONTI!)
    Per saver chi che sia i “lianta” provè a ripeter ad alta vose
    continuamente “lianta”-”lianta”-”lianta”-”lianta”. . .)
    Purtropo xe urgente. No se gavemo prepara’ in tempo …
    Pertanto no perdèmose in parole: preparèmose con i fati!

  32. Stefano scrive:

    In queste ultimissime ore un deputato autonomista ha esternato a mezzo stampa il proprio pensiero sul raduno degli Alpini a Trento, pensiero che si può definire con un solo termine: sbalorditivo. Chi ha voglia di leggere integralmente il testo, lo potrà facilmente reperire sul Web. Mi limito ad un solo commento: una buona parte dei politici sud tirolesi di lingua italiana sono affetti da una strana e, almeno all’apparenza, incurabile malattia. Appena eletti, cambiano opinione e, incuranti delle convinzioni dei loro elettori, iniziano a blaterare che Alpini, Schützen, Kaiserjäger, Italia, Austria, Tirolo è tutto uguale, che il passato non serve a nulla, che è ora di guardare al futuro, che davanti alla Storia siamo tutti uguali, bla, bla, bla….
    Purtroppo, comincio a pensare che tale malattia sia incurabile ed abbia un solo esito: la morte identitaria e politica.

  33. alex scrive:

    @ Stefano.
    Io ho sempre detto che quello è l’effetto “saltimbocca alla romana” o se preferisci “bucatini all’amatriciana”! Se poi ce metti er vino de li Castelli…è la morte sua! Non so se ci hai mai fatto caso, dopo un po’ che sei a Roma, ti prende una specie di “poiana” da romanaccio. Sarà l’aria, sarà l’atmosfera decadente, sarà er Tevere, fatto stà che poi te pija na voja de volemose bene (in tutti i modi…). Dajee!
    Sarà questo, sarà altro (la carega!?!), fatto sta che il prodotto non cambia: ciò che dici sembra purtroppo rispondere a verità.

  34. Stefano scrive:

    @alex
    Hai perfettamente ragione. A Roma devo andarci per lavoro qualche volta all’anno e devo ammettere che un certo fascino (malsano!) la città eterna esercita: lì tutto è possibile se “conosci” qualcuno di importante, si lavora con ritmi da bradipo in letargo, la ragione sta dalla parte di chi strilla di più, la lingua italiana è una pura opinione, il dialetto è sguaiato quale nessun altro. Capita di tutto ed il contrario di tutto: persino che un’icona quale Bruno Vespa (autentico rrrromano de rrrroma, non è un errore di ortografia, a Roma la r pronuncia proprio così, raddoppiata o triplicata!) scriva un libro intitolato “Italiani voltagabbana. Dalla prima guerra mondiale alla Terza Repubblica sempre sul carro dei vincitori”. Se lo dice lui -che di italiani se ne intende- sarà sicuramente vero.

  35. alex scrive:

    @ Stefano
    Certo, l’essenza voltagabbana è stata ufficialmente sdoganata nel salotto politico più importante d’Italia, ma poi non è che si coprono il capo di cenere e recitano il mea culpa, tuttaltro! E qui succede proprio l’imponderabile, l’incredibile, l’assurdo: avviene una specie di celebrazione, si arriva consolarsi e addirittura a gloriarsi di questo odioso quanto congenito difetto! Ed esattamente come succede per altre vergogne nazionali, vedi tra l’altro i tanti problemi del meridione e soprattutto Napoli, dove illegalità, trufferie, imbrogli, camorra etc., si può tranquillamente sostenere essere assurti ormai a livello istituzionale. E quelli la prendono come una simpatica marachella, proprio come fanno certi genitori, in questo molto italici, quando si vantano e si compiacciono allorché i loro figli dicono parolacce o combinano malanni. Come a dire con orgoglio: guarda come sono svegli i miei figli! QUANTA IGNORANZA E QUANTA STUPIDITA’!!

  36. angelo scrive:

    Se questa sfilata non la volete,e pertanto non vi sentite Italiani,perchè a mio avviso dai commenti che esprimete,non appartenete all’ITALIA,fate del tutto perchè questa adunata non venga,fatta.Se la vostra appartenenza non è Italiana staccatevi,perchè son convinto nessuno dico nessuno (ITALIANO)vero sentirà la vostra mancanza.Siamo nel terzo millennio ed ancora pensate queste dicerie non si possono commentare.

  37. alex scrive:

    @ Angelo
    Se magari mi spiegassi l’ultima tua frase…
    Per il resto hai capito benissimo: questa parata militare la vogliono solo gli alpini e pochi altri. Infischiandosene altamente di gran parte della popolazione, hanno persino fatto spostare le elezioni per poterla fare il giorno che volevano loro. Tantissimi trentini non vogliono per nulla quella che altro non è, che una parata trionfale per celebrare una vittoria (tutta da vedere), da parte di coloro che da 100 anni occupano il nostro territorio, senza aver mai chiesto alla gente trentina (a mezzo referendum) se gli andava bene o meno. Ti ricordo che in tutte le altre zone d’Italia quel plebiscito fu fatto, più o meno correttamente, 150 anni fa, ma qui da noi fu solo promesso e mai concesso! Anche per questo motivo e non solo, noi rivendichiamo il diritto di non sentire l’appartenenza a un simile stato.
    Spero che questo concetto ti sia abbastanza chiaro.

  38. elvis scrive:

    @Alex: d’accordissimo con te, pero in questo momento piu che mai attenzione a non prestare il fianco con inesattezze che possono essere prese a pretesto da chi vuole criticare a tutti i costi, e parlo di: “Ti ricordo che in tutte le altre zone d’Italia quel plebiscito fu fatto, più o meno correttamente, 150 anni fa”.
    Se cerchi su Wikipedia vedrai che fra tutti i plebisciti votarono circa 4,5 milioni di persone per l’annessione al Regno di Sardegna in un momento storico in cui la penisola italiana come territorio geografico contava piu’di 18 milioni di abitanti. La legge elettorale del Regno di Sardegna concedeva infatti il diritto di voto solamente ai cittadini che pagavano un certo ammontare di tasse, gli altri ( i meno abbienti, ovviamente la stragrande maggioranza all’epoca ) non furono nemmeno consultati. Questo io non lo chiamo “piu’o meno correttamente”, e la precisazione, pur se non cambia niente nella correttezza della tua risposta al sig. Angelo, mi sembrava doverosa.

  39. alex scrive:

    Ma quale fianco? In quel “più o meno correttamente” ci sta tutta l’assurdità di quei “plebisciti” (si potrebbero chiamare così solo se raggiungessero percentuali “bulgare” di consenso, ossia sopra il 90% e quindi se si trattasse di accettazione unanime o acclamazione, altrimenti dovrebbero chiamarsi referendum). In quel “più o meno correttamente”, ovviamente inteso come eufemistico o se vuoi ironico, ci sta ovviamente tutto, compresi i brogli della cosiddetta “grande truffa” del Veneto ampiamente documentata, del Regno delle due Sicilie e Granducati vari, dove si dice si sia ricorsi a ricatti e anche alla forza. Sembra addirittura che si siano fatti votare persino reparti dell’esercito piemontese di stanza sui territori, che è tutto dire! Poi si sa benissimo che a quell’epoca in Italia potevano votare solo i ricchi e i borghesi.
    Ma tutto ciò importa meno, perché meno ci riguarda. L’importante è affermare con forza che nel Tirolo Meridionale nessuno mai scelse liberamente l’appartenenza all’Italia, accettandone democraticamente con ciò la sovranità. Il resto è solo inutile e sterile chiacchiericcio!
    Poi non so a quali inesattezze ti riferisca, visto che io ho solo citato cose ampiamente riportate sul web, dove si può trovare anche la dichiarazione di Alcide De Gasperi, dove parlava della percentuale dei Tirolesi di lingua italiana che nel caso di referendum avrebbero scelto di rimanere austriaci.

  40. elvis scrive:

    @alex: chiedo scusa, non avevo colto l’ironia, su Internet puo’capitare! Ma dopo il tuo ultimo commento e’chiarissimo cosa intendevi. Assolutamente d’accordo su tutto.

  41. Mariano scrive:

    Quella de 14/18 per noi trentini fu una tripla tragedia: la prima, quella in cui i nostri furono mandati prima a morire in Galizia. Mio nonno fu arruolato a 16 anni;
    la seconda, quella delle famiglie formate di donne e vecchi evacuate dai paesi in prossimità del fronte per trovare rifugio in campi in lontani paesi: anche se gli italiani e le loro televisioni li chiamano lager, avrei voluto vedere quali sarebbero stati i provvedimenti da prendere;
    la terza, quella di una guerra di conquista fatta per prendere possesso delle risorse energetiche de Trentino – Alto Adige. Infatti, nella piana di Bolzano le industrie si impiantarono verso il 1930, dopo aver costruito le centrali idroelettriche.

  42. Gianpaolo scrive:

    Buongiorno a tutti.
    Sono un Italiano ed ho prestato il servizio militare in Friuli Venezia Giulia (dove attualmente risiedo), presso il 3° reggimento artigliaria da montagna.
    Come sapete, la 91a adunata nazionale che attualmente vede come unica candidata per il 2018 la bellissima città di Trento, non è ancora stata definita.
    Sono un membro dell’ANA e manifesterò nel prossimo consiglio, la necessità di trovare almeno un’altra candidatura per tale ricorrenza; l’adunata non viene mai imposta, ma proposta.
    A decidere, si sà, oltre al COA c’è l’amministrazione comunale della città candidata; chiedo ai cittadini di Trento, un aiuto concreto per manifestare con i fatti l’opposizione a tale evento.
    Insieme, possiamo farcela.

    Grazie

  43. Sergio scrive:

    buon giorno ,
    sono un Veneto che ha prestato servizio militare negli Alpini del Cadore . Non mi sento legato nè politicamente nè storicamente all’ Italia ed alla ” modalità ” della sua unione .
    Interpreto l’ Adunata degli Alpini come ed unicamente un ritrovarsi tra amici , senza esagerare comunque con il gozzoviglio ed il disturbo ma , andando anche a conoscere aspetti interessanti , paesaggistici o enogastronomici della città che la ospita . Concordo con gli amici di Trento e del Trentino che si sentono offesi da tale evento , perchè esso rappresenta a tutti gli effetti un ribadire l’ appartenenza ad uno Stato che impose l’ unione anche a popolazioni che tale unione non la volevano ( ed ancora non la vogliono ) .
    Se non desiderate che l’ Adunata venga fatta nella vostra bella ed accogliente città per motivi politici , avete il mio appoggio e spero riusciate a farla spostare altrove , dove ( sebbene il ” mal di pancia ” nei confronti di questo Stato farlocco si fa comunque sentire ) , i motivi economici e l’ indotto che porta un tale evento , prendono il sopravvento sulle motivazioni storico politiche

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