Dagli amici ci salvi Iddio…

Attualità

 

Un frase terribilmente nazionalistica si è lasciata scappare il ministro Graziano Delrio, grande „amico“ della nostra autonomia secondo la dizione dei nostri partiti di sistema.   All’inaugurazione della nuova sede dell’ITAS a Trento il presidente Giovanni De Benedetti ricordava non senza orgoglio le origini dell’Istituto riconducibili addirittura al lontano 1821, quando l’imperatore Francesco I d’Austria approvò lo statuto dell‘Istituto provinciale tirolese di assicurazione contro gli incendi. Il ministro, visibilmente contrariato, ha risposto in modo brusco: “Lasciate stare l’Austria, ora siete italiani”. Se questi sono i nostri amici …

11 risposte a “Dagli amici ci salvi Iddio…”

  1. Stefano scrive:

    “Lasciate stare l’Austria, ora siete italiani”.
    Qualcuno degli intervenuti avrebbe ben potuto rispondere: “Si purtroppo, almeno per il momento”.

  2. Rofreit scrive:

    il ministro in questione come tutti i beninformati, sanno del malcontento che si respira e si vive sulla pelle in questa Regione. Lui pagato profumatamente dai ‘Taliani prende le difese dei suoi cittadini. Si sa la storia di questa terra per l’Italia inizia il 04 novembre 1918. Prima di allora mangiavamo bacche e radici oggi come cento anni fa (politica romana) si deve guardare al futuro per imparare e non dal passato.
    Ricordatevi alle votazioni comunali del 10 maggio di questa brava gente, amica nostra……………….

  3. el Ciro scrive:

    Sono alla frutta i descolzi, l’aria sta cambiando, avanti cosi!!!!!!!!

  4. Mauro Mazzetti scrive:

    IO avrei risposto: “attento a come parla sig. ministro, potrei citarla per diffamazione!!!!”

  5. Elena scrive:

    Alcuni dati di interesse storico, per evitare la famosa sindrome di Delrio….
    La storia dell’ ente assicurativo è strettamente legata alla storia del Tirolo. La fondazione risale all’anno 1821 come società privata di mutua assicurazione. Nasce come conseguenza delle guerre napoleoniche,quando i Francesi diedero fuoco in Tirolo a numerosissimi masi, costringendo i proprietari a mendicare per la strada, in quanto avevano perso tutto quello che avevano. La società assicurativa operava in tutto il Tirolo con il Vorarlberg e parzialmente anche in Liechtenstein.
    Dopo la Prima Guerra mondiale l’Italia pretese la divisione della società assicurativa. L’assicurazione fondata nel 1821 continua a vivere oggi nell’ITAS con sede a Trento e nella Tiroler Versicherung con sede ad Innsbruck, in quanto entrambe fanno riferimento alla stessa data di fondazione.
    Per quanto riguarda “Noi Tiroler” sulla pagina della Tiroler Versicherung
    http://www.tiroler-versicherung.at/Unternehmen/TIROLER-Geschichte
    si può leggere: 1847 Brände in 12 Dörfern Welschtirols:
    Betroffen sind: Darzo, Bedol, Vigo, Madice, Trient, Godenzo, Selemo, Roncio, Lafez,Rivò, Montès, Spormaggiore.
    Fazit: ‘taliano sarà lui, NOI no di certo!!!

  6. elvis scrive:

    Solo per amor di precisione storica, ma anche per rimarcare l’ignoranza di Delrio: nel 1821, ma anche nel 1847, di “‘taliano” non c’era proprio nessuno a sud delle Alpi.

  7. Nicola scrive:

    Purtroppo anche nella nostra regione si sentono persone che parlano come Delrio.l’opera di colonizzazione italiana è riuscita a cambiare le menti di molta gente, ora spetta a noi tirolesi rieducare chi vive nell’ ignoranza italica

  8. Beppe scrive:

    ministro Graziano Delrio, avevo più stima , ma in quel momento, una uscita così lo qualifica al minimo come un gran maleducato, irrispettoso della storia altrui. Gli uomini non sono numeri o burattini, sono uomini con una dignità che va rispettata , qualunque sia la provenienza.

  9. D@vid scrive:

    Se fossi stato presente avrei risposto: “Nein Herr Delrio, wir sind in Welschsüdtirol und wir haben österreichische Mentalität ! Tirol ist bis Borgeth am Etsch.”

  10. Jager scrive:

    Pù che Delrio saria de ciamarlo Delirio, comunque popi ghe poc da far…enfinchè i furesti i vegnirà a ensegnarne la nosa storia no podren mai eser padroni del nos futuro. Vergun li l’averia scognù alzar la man e ciamarghè su vergot…El problema le che noi ciapen sempro tut per bon, i ne da col cuciar quel che i vol lori…ma che esempio ghe dente ale altre generazione se quando en talian el sbara na Monada (si co la M granda) tuti i tas? suct che quela monada la deventa verità…LA COLPA LA E NOSA!!!!!!!!!!!!!
    No dighi de responderghe en todesc come che dis el D@vid, perchè le bale le conta poc, noi no parlen todesc…ma dirghe che noi lezion no nen fen dar da negun quel si….

  11. D@vid scrive:

    Jager, il tedesco è una lingua più parlata in Europa (100 milioni di persone tra Deutschland, Österreich, Schweiz) e anche in Welschsüdtirol dovrebbe essere d’obbligo il bilinguismo/Zweisprachigkeit. Il bilinguismo stimola le capacità intellettuali, questo è un dato scientificamente provato. Spero che le prossime generazioni di ragazzi tirolesi von Brenner bis Borgeth am Etsch siano bilingui. Sarà un grande vantaggio per loro. Quello che ha detto Herr Delrio meritava una risposta in tedesco, per rovesciare completamente la sua argomentazione.

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