La memoria degli storici

Attualità

 Sul giornale „Alto Adige“ di domenica 24 maggio, la domenica di Pentecoste, è comparsa la seguente intervista allo storico italiano Dr. Leopold Steurer.

Questo il link per la lettura dell’articolo:

http://altoadige.gelocal.it/bolzano/cronaca/2015/05/24/news/steurer-la-memoria-corta-di-italiani-e-sudtirolesi-1.11489470

Ognuno dei Lettori potrà dare il proprio giudizio.

Io vorrei porre l’accento sul cumulo di menzogne e mezze verità del Dr. Steurer

È triste, il povero Leopold Steurer. Poverino, tanto triste perché i Sudtirolesi  si sentono i campioni del mondo in vittimismo. Noi che abbiamo voluto tutte le ultime guerre. Certo Dr. Steurer, volevamo sicuramente la guerra, noi. Gli Italiani no, poverini. Loro non la volevano proprio, la guerra. Per questo hanno deciso di attaccarci, dopo aver meditato per bene cosa ci potevano guadagnare, da questa guerra, e dopo aver cambiato alleato…nulla di nuovo sotto il sole italico.

„Gatterer scriveva che la storia o la si conosce e la si racconta tutta oppure farlo a metà non serve“. Appunto, Dr. Steurer: non scriva solo, mediti su quello che ha scritto. E, se possibile, eviti le mezze verità.

La bandiera naturalmente è un errore, non spiega il contesto. Il Dr. Steurer sembra non conoscere la differenza tra le bandiere issate a festa e quelle a mezz’asta. Ah sì, ci sono le variabili…come dimenticarlo! Forse qualcuno saprà spiegarmi cosa sone le „variabili“….

Gli Schützen sono pangermanisti, antiitaliani, nostalgici, sempre dalla parte sbagliata, pericolosissimi. L’unico pericoloso è il Dr. Steurer, che racconta le proprie idee come fossero la Verità. E diffonde menzogne. Chissà se ci crede anche lui.

Dr. Steurer, una unità di popolo non c’era ai tempi di „Fatta l’Italia, bisogna fare gli Italiani“, e non c’è neanche adesso. Secondo Lei (escludo per ovvi motivi i Tirolesi con le loro tre lingue) un aostano e un siciliano  si sentono appartenenti allo stesso popolo? Non c’è fretta, ci pensi con calma…J

Gli Schützen sparano con gli stessi moschetti con cui i loro nonni sparavano nella Wehrmacht o quasi. Ma davvero? Problemi di memoria, Dr. Steurer? Tutto il Tirolo ha il diritto di portare le armi dai tempi del Landlibell. Tempi in cui, Le rinfresco la memoria, noi eravamo liberi e intorno a noi c’erano i servi della gleba. E finché l’Italietta bella non ci ha attaccato eravamo solo una milizia difensiva. Magari da studente era assente a queste lezioni…

Ma come dimenticare il magnifico testo di storia comune !( Autori Erika Kustatscher, Stefan Lechner, Carlo Romeo, Alessandra Spada). Di questo testo faccio un solo esempio,perché forse è quello più significativo per il Welschtirol. Della cattura di Cesare Battisti si racconta solo che è stato fatto prigioniero al Monte Corno. Neanche una parola su Bruno Franceschini, il Welschtiroler che lo ha consegnato ai „Suoi“, cioè agli Austriaci. Si parla del boia sogghignante affiancato  da ufficiali sorridenti e da altri spettatori divertiti. Peccato che i grandi storici non riportino il comportamento del padre di Battisti sulla via del patibolo ( „Verräter“ più sputo sulla faccia), peccato non raccontino che molti Welschtiroler si erano alzati all’alba, dai paesini circostanti, per vedere il traditore andare a morire, peccato non sappiano che lungo il percorso che conduceva Battisti al patibolo (cambiato per motivi di sicurezza) le donne hanno versato sulla testa del traditore l’urina dei vasi da notte.

Certo, Dr. Steurer e Co., su questo comportamento si può discutere: ma non riportarlo è una menzogna. E comunque non si parla neppure dell’assicurazione sulla vita di Battisti (assicurazione austriaca) che la vedova ha tranquillamente incassato. Così, tanto per puntualizzare.

E quando leggo quanto scrivono questi storici à la Steurer (e non è l’unico) mi torna alla mente la definizione di un carissimo amico…DIE GRÜNKEN, una nuova specie a metà tra verde e di sinistra…e se ne vedono i risultati.

2 risposte a “La memoria degli storici”

  1. Reichfrau scrive:

    Questo signore di “storico” ha forse solo l’età. Dall’articolo riportato sul giornale, sparla a 360 gradi di ciò che sicuramente ignora. Lui, se il giornalista ha riportato esattamente quello che ha detto, è estremamente di parte e sinceramente mi puzza di pensiero fascista. I moschetti che lui menziona, utilizzati dalla Wehrmacht, sono quelli che il Ministero dell’Interno Italiano ha concesso alle Federazioni STSB e WTSB.
    il perché è semplice: il Steyr-Mannlicher M1895 che le Federazioni degli Schuetzen aveva richiesto non era reperibile sul mercato italiano, mentre il famoso moschetto utilizzato dalla Wehrmacht è molto presente nell’arsenale italiano ed è facilmente reperibile.
    Per questa ragione le Schuetzen Kompanie hanno quel fucile. L’ignoranza come sempre regna sovrana in tutti gli italici pensieri e questo signore non ne fa un segreto.

  2. Mauro scrive:

    Brava Elena, condivido pienamente. Ma non è che questo pseudo-storico sia stato pagato dai “taliani”?
    Mauro – Trento

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