Napolitano e la storia all’italiana.

Contributo ospite

Ringraziamo Stefano per l’articolo seguente.

Fischer, Napolitano, Kompatscher e consorti alla cena di gala.

Il recentissimo discorso pronunciato dal Presidente italiano Giorgio Napolitano in occasione della visita del Bundespräsident austriaco Heinz Fischer ha provocato (e come non aspettarselo?) reazioni e tensioni nel Tirolo meridionale. Lasciando da parte le formule di convenienza e di rito di tale discorso, ritengo invece utile soffermarsi sul passaggio che ha dato origine alle predette conseguenze.

Napolitano testualmente afferma che “tra i due Paesi (Italia ed Austria, n. d. r.) c’è una regione, il Sudtirolo-Alto Adige, che ha fatto la scelta dell’appartenenza statutale all’Italia, ma in un rapporto di collaborazione con l’Austria.” Per quanto la lingua italiana sia ricchissima di sfumature che rendono spesso opinabile ed interpretabile ogni affermazione, si deve letteralmente ritenere che quanto proferito (non è dato sapere con quanta consapevolezza da parte dell’illustre persona) altro non significhi che il Sudtirolo ha espresso liberamente (altrimenti tutto sarebbe, tranne che una “scelta”) una adesione all’organizzazione politico-giuridica che risponde al nome di Repubblica Italiana. Questa conclusione lascia per lo meno perplesso qualsiasi lettore, perché nella storia non c’è traccia di tale scelta. Qualche pignolo potrebbe pensare che il Presidente volesse riferirsi ai Dableiber del 1939, ma dubito fortemente della validità di tale contestazione, essendo stati questi ultimi una minoranza della popolazione sudtirolese e riguardando tale opzione esclusivamente la sfera personale e non certo l’ambito territoriale.

Per quanto precede, l’affermazione presidenziale costituisce un classico esempio di falso storico. La gravità estrema di quanto detto non risiede però soltanto nell’essere totalmente infondato (e sarebbe già abbastanza, essendo ciò contrario a verità), quanto per le conseguenze che si possono provocare in un ascoltatore non disincantato: è noto che la conoscenza media in Italia degli effetti della prima guerra mondiale -in genere ma in particolare con riferimento alla regione sudtirolese- è estremamente bassa. Molti italiani pensano ancor’oggi che il confine sia fermo al Brennero da sempre, che usi e costumi tirolesi siano un fenomeno di locale esibizionismo (un po’ come quei romani che stazionano davanti al Colosseo vestiti da antichi centurioni) e si stupiscono che in provincia di Bolzano  la lingua più parlata sia il tedesco. La drammatica affermazione del Presidente non può che confermare tutto ciò nell’immaginario collettivo italiano, legittimando la convinzione che il Tirolo Meridionale sia parte dell’Italia non come conseguenza degli esiti della predetta prima guerra mondiale, ma in quanto elemento naturalmente e fisiologicamente costitutivo della Repubblica Italiana. Ovviamente Napolitano non ha parlato del Welschtirol, il quale, evidentemente, non ha mai smesso di far parte dell’Italia già fin dalla creazione dell’universo.

Mi sia permesso, in via puramente incidentale, esporre la mia opinione su quanto sopra: tutto il Tirolo a sud del Brennero si trova ad essere oggi dov’è non per scelta, ma bensì quale scellerata ricompensa all’Italia per la sua entrata in guerra contro gli Imperi Centrali, tra cui i suoi ex alleati.

Orbene, la gravità dell’affermazione di Napolitano, che evidentemente il Bundespräsident Heinz Fischer ha preferito pro bono pacis ignorare, ha provocato la comprensibile reazione delle organizzazioni patriottiche sudtirolesi.

“Al Signor Napolitano sembra che ladifferenza tra Dio ed il Presidente italiano risieda essenzialmente nel fatto che Dio nonpuò più modificare il passato” così il Landeskommandant di Südtiroler Schützenbund Elmar Thaler in una pungente replica al discorso del Presidente italiano, il contenuto del quale costituisce “un problema di diritto internazionale”. Thaler così conclude: “senza un secco rifiuto delle fantasticherie di un anziano signore, si va incontro al pericolo di una muta rassegnazione. Il Südtiroler Schützenbundesorta pertanto il Governo Provinciale ad assumere una risoluta presa di posizione inmerito alle affermazioni non veritiere dell’oramai prossimo pensionato d’oro del Quirinale.Tutti i partiti sudtirolesi hanno saldamente inserito l’autodeterminazione all’interno dei loroprogrammi. Se i partiti prendono la cosa sul serio, allora devono reagire”.

Roland Lang, Obmann di Südtiroler Heimatbund, ha inviato una lettera al SVP Parteiobmann Philipp Achammer, nella quale domanda quali siano le reazioni del Partito (ad oggi inesistenti, n. d. r.) a quanto affermato da Napolitano, perché, dice Lang, “qui tacet, consentire videtur”, chi tace acconsente.

Da parte italiana, degna di nota la puntualizzazione di Alessandro Urzì, il quale ritiene che “l’Alto Adige ha scelto di stare con l’Italia. Lo ha fatto quando ha dichiarato di accettare l’autonomia, di impegnarsi per essa”.

No comment.

Fin qui la cronaca, premendomi infine ricordare che alla cena di gala offerta dalla Presidenza della Repubblica Italiana sono stati invitati il Presidente della Regione Ugo Rossi ed il Landeshauptmann Arno Kompatscher. Anche da loro, fino ad ora, nessuna reazione.

6 risposte a “Napolitano e la storia all’italiana.”

  1. giancarlo scrive:

    incredibile… ma la cosa che fà pensare è il fatto che Fischer non smentisce in nessun modo(chi tace acconsente) le farneticazioni di Napolitano,
    La storia si ripete…. ma mai in modo identico ,come successe a Wagram dove i coraggiosi tirolesi furono abbandonati dall’ austria anche ora Vienna fà la stessa cosa, con un comportamento non chiaro (probabilmente non vuole compromettere i rapporti con l, italietta) Il progetto Euregio è solo fumo negli occhi che non prevede nessun cambiamento di confini o la creazione di una confederazione staccata dagli stati nazionali( austria -italia) questa europa non è quella dei popoli e della libertà ma è l’ europa dei bancari… perche non cominciamo a pensare a un Tirolo unito però interno della confederazione elvetica.. e in questo modo svincolarci da questa europa e da questo euro voluto dai poteri finanziari …. un vero cappio al collo per la libertà dei popoli

  2. francesco scrive:

    “Qualche pignolo potrebbe pensare che il Presidente volesse riferirsi ai Dableiber del 1939, ma dubito fortemente della validità di tale contestazione, essendo stati questi ultimi una minoranza della popolazione sudtirolese e riguardando tale opzione esclusivamente la sfera personale e non certo l’ambito territoriale.”
    Anche in questo caso sarebbe un’ affermazione insensata, perché la “scelta” dei Dableiber è stata tutto fuorché libera e serena … e comunque sarebbe stato un rivendicare apertamente una continuità ideale con l’ approccio fascista di italianizzazione forzata della regione.

  3. Nicola scrive:

    La storia italiana è solo menzogne, imbrogli, ipocrisie e tradimenti……cosa potevamo aspettarci????!!!!!!!
    Servus

  4. gift scrive:

    Sarà anche vecchio, ma non certo uno sprovveduto, per cui è estremamente difficile che Napolitano parli a caso; infatti è stato attaccato più volte, ma lui ha sempre argomentato precisamente, tranne forse per la questione stato-mafia, dove c’è stata un po’ di maretta in effetti. Dobbiamo anche tener presente che è attorniato da gente che ci sguazza in quelle cose e sanno sempre indirizzarlo a puntino. Credo che quella frase lui l’abbia voluta e detta a ragion veduta, in quanto ha parlato chiaramente di “scelta statutale” e cioè di scelta riguardante lo Statuto di Autonomia e non certo di scelta popolare, che è ben altra cosa. Ma se vogliamo, per esser più preciso e non dare adito a obiezioni e recriminazioni, il Presidente avrebbe dovuto dire “… l’Amministrazione del Sudtirolo ha fatto la scelta statutale di appartenere …”, perché è chiaro come il sole che nè il Popolo del Südtirol, nè quello del Welschtirol lo hanno mai fatto.
    Non certo per dar ragione a Urzì, ma il tutto mi sembra alla fine sia stato solo una tempesta in un bicchier d’acqua, al punto che Napolitano non si è nemmeno scomodato a fare precisazioni, non ritenendole necessarie, credo. Stessa cosa avrà fatto Fischer, perchè la diplomazia vuole che ogni parola e ogni frase venga attentamente soppesata e vagliata, proprio per evitare situazioni incresciose e incidenti diplomatici. E da come la vedo io, Napolitano ha fatto la scelta di non rispondere anche per non “maltrattare” o far fare una brutta figura a coloro che hanno reagito.

  5. gift scrive:

    Anch’io sulle prime ero rimasto allibito, ma poi rileggendo quella frase e riflettendoci sopra, in effetti lui voleva dire nè più nè meno, che tramite lo Statuto di Autonomia il Sudtirolo aveva sostanzialmente “fatto la scelta di appartenere” a questo stato, semplicemente per averne implicitamente riconosciuto la sovranità. Poi possiamo star lì a discutere sulle singole parole, vedi “scelta” o “appartenere”, ma alla fine la sostanza non cambia. Per cui credo sarebbe meglio non avventurarsi oltre in queste alla fine sterili polemiche.
    P.S. Incazziamoci invece di brutto quando gli attacchi sono meno subdoli e più pesanti, vedi governo e politici vari, giornalisti come Stella e Rizzo, Vespa, Gilletti, ecc.

  6. D@vid scrive:

    Ciò che ha detto il presidente del fallimentare stato italiano è irrilevante. Ciò che vorrei vi fosse in questo territorio è il medesimo spirito che hanno maturato i catalani. Vedere questo video per capire come loro hanno una determinazione che li porterà a raggiungere il loro obiettivo: https://www.youtube.com/watch?v=bRuz2PzaVcE . Quando vi saranno migliaia di tirolesi che grideranno “Unabhängigkeit” durante eventi pubblici si raggiungerà la stessa consapevolezza di raggiungere l’obiettivo.

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