Le litanie del popolo redento

Attualità

 

“Litania”, nel  suo significato di ripetizione lunga e noiosa,  è un termine ricorrente usato nei confronti di chi manifesta, quando del caso, opinioni difformi dal  comune (o presunto tale)  sentire. Lo ritroviamo nelle pagine de l’Adige del 9 gennaio scorso a margine del tema trattato da Luigi Sardi sul successo di pubblico riscosso in regione  tra i turisti durante le  recenti festività natalizie. Successo in buona parte dovuto alle note iniziative di carattere gastronomico, artigianale, vacanziero, tra le quali tuttavia egli lamenta l’assenza di pubblicazioni sulla  storia ed i costumi locali a beneficio dei numerosi visitatori presenti.  Ed è proprio il carattere storico che richiama nel conduttore della rubrica “sentieri”, cui si rivolge il noto giornalista, l’uso di quel sostantivo non particolarmente conciliante;  una parola che preclude sul nascere il dialogo tra coloro che rivendicano la dignità di una storia non imposta e chi ne rifugge. “Quanto a Cesare Battisti, speriamo di non risentire le litanie sul traditore” , vi si legge. Ora, è legittimo chiedersi in base a quale principio non possa essere definito “alto traditore” l’irredentista trentino deputato al parlamento di Vienna,  che pur avendo prestato giuramento di fedeltà all’ Impero, cospirava contro lo Stato di cui era parte. Secondo quale assunto sarebbe inoltre deplorevole considerare traditore chi, unendosi al nemico, si rese responsabile, con l’incitamento alla guerra e con l’uso delle armi, delle devastazioni dell’ Heimat  nostra e dei lutti provocati ai propri conterranei? Vengono oggi discriminati coloro che non rinnegano la storia dei propri avi, portatori di valori che in questa terra ancora permangono, mentre da più parti si celebrano  fatti d’arme, si organizzano manfrine, si tengono conferenze, per rendere edotti grandi e piccini sul glorioso evento di una “liberazione” operata da un esercito nemico contro un popolo che di essere redento  non voleva assolutamente saperne.

Una risposta a “Le litanie del popolo redento”

  1. Mauro Mazzetti scrive:

    Penso che certe “litanie” potrebbero dare fastidio ai turisti e come dicevano in passato “Pecunia non olet” anche se arriva dai “nemici”, purchè arrivi. Lo spirito italiota del vendersi, del dare un colpo alla botte e uno al cerchio, a purtroppo preso piede anche qui. Però credo che in futuro neanche tanto lontano le conseguenze saranno pesantemente nefaste.

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