E la vergogna continua

Attualità

Quella che segue è una lettera aperta a firma dell’onorevole Mauro Ottobre, eletto nelle liste del PATT.

 ”Mentre a Roma il vento centralista soffia sempre più forte e noi rappresentanti delle autonomie speciali fatichiamo a portare le nostre ragioni in Parlamento, in Trentino, c’è ancora chi pensa a dividere piuttosto che ad unire.

Il momento è difficile per tutte le autonomie e richiede unità di intenti e condivisione di obiettivi per evitare che il “dividi et impera” (in cui Roma da sempre è maestra) crei crepe e malumori capaci di destabilizzarci.

Serve unità e condivisione ad ogni livello, sia partitico che tra i cittadini che devono capire che camminare assieme è la strada maestra. Dobbiamo dire basta a queste continue e inutili contrapposizioni. Prima tra tutte quella che sta tenendo banco in questi giorni e che vede contrapporsi Alpini da un lato e Schützen dall’altro. Oggetto del contendere, come di certo saprete, è l’adunata nazionale dell’A.N.A. prevista a Trento nel 2018.

Non entro del merito delle dichiarazioni che da ambo i lati sono state fatte. Non è compito mio. Però voglio dire che è stato detto e scritto di tutto su questo argomento. Inchiostro ne è stato usato fin troppo e spesso per ergere barriere anziché cercare di comprendersi e camminare assieme. I toni risultano spesso accessi -sia dall’una che dall’altra parte- e credo sia giunto il tempo di guardare oltre, per il bene e per il futuro della nostra terra.

Il Trentino-Alto Adige/Südtirol, da sempre è stata la terra dove popolazioni di cultura ed etnia diverse si sono incontrate e confrontate. Io voglio credere –avendone per altro già certezza e convinzione- che lo stesso animo, la stessa voglia di confrontarsi e di accettare le diversità sia ancora vivo nella nostra gente.

Diversità quindi come elemento di confronto e mai di scontro: questa è la storia che la nostra terra ci narra. Ma bisogna saperla ascoltare.

Quella maledetta guerra (del 14-18) non fu voluta né dai nostri nonni, né tanto meno dalla gente dell’allora Regno d’Italia. Furono i poteri forti e la politica del tempo a volerla e -come spesso purtroppo accade- per gli interessi di pochi ci rimisero in molti. La fine della guerra stravolse la nostra regione che si vide forzatamente annessa all’Italia. Questo provocò danni enormi alla nostra gente, alla nostra cultura, alle nostre tradizioni che vennero polverizzate anche e soprattutto per mano del regime fascista. Purtroppo questa è la storia che i nostri nonni hanno vissuto sulla loro pelle e che lascia ancora oggi cicatrici evidenti.

Dobbiamo però superare tutte queste contrapposizioni perché non furono contrapposizioni tra popoli ma contrapposizioni tra potenti. Non fu l’odio tra le genti che provocò lo scontro ma i piani dei governi. I combattenti dell’uno e dell’altro schieramento sarebbero rimasti molto più volentieri nelle loro case accanto alle loro famiglie a condurre una vita normale. Il vero spettro da combattere è quindi quello della guerra e del bieco nazionalismo che tanti danni ha fatto a questa terra. A questo dobbiamo “fare la guerra” non alle persone, agli alpini, agli schützen o altro.

Oggi i trentini possono sentire con orgoglio l’appartenenza sia ai Kaiserjäger e agli Schützen, nei quali i loro avi hanno militato fino al 1918, che agli Alpini, nei quali hanno vissuto le vicende dell’Italia dell’ultimo secolo. Non è una contraddizione questa, ma un elemento caratteristico e intrinseco che ci differenzia da tutto il resto del Paese. Siamo una terra di confine che da sempre ha saputo coniugare mondi, culture e lingue diverse riuscendo a trarre il meglio da ognuna di esse”.

Fine della lettera.

E questo il link di riferimento

http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/trento/cronaca/2015/02/13/news/adunata-degli-alpini-2018-sfilino-anche-schutzen-e-kaiserjager-1.10857788

Ognuno dei lettori potrà farsi una propria idea.

Io vorrei porre l’attenzione su un passo della lettera:

„Il Trentino-Alto Adige/Südtirol da sempre è stata la terra dove popolazioni di cultura ed etnie diverse si sono incontrate e confrontate“.

No, Onorevole, questa è una menzogna. Il  Trentino-Alto Adige/Südtirol  è stata una terra dove si sono sempre parlate più lingue, ma dove ognuno si riconosceva come Tirolese. Né cultura né etnie diverse, caro Onorevole, solo la lingua. Ma le stesse tradizioni, gli stessi usi e costumi, lo stesso orgoglio di essere Tirolesi.

Certo che i poveretti che sono stati mandati qui a combattere dall’Italia non volevano la guerra, tanti non avevano neppure mai visto la neve. Ne parli con i Sardi, che hanno avuto perdite altissime in questa guerra crudele. Noi questo lo sappiamo bene.

Ma resta il fatto che NOI siamo stati aggrediti e che gli Alpini non vengono a farsi una bicchierata, ma a marcare il territorio: possono andare benissimo in qualunque altro luogo a sfilare e festeggiare, ma non in questa terra , a sfilare con la stessa divisa e la stessa bandiera di coloro che ci hanno aggredito e che sparavano sulla testa dei nostri vecchi. E trovo la proposta di sfilare assieme a dir poco indecente. Vittime e carnefici che sfilano insieme? Onorevole, l’aria romana non Le fa bene…

La nuova linea del PAT continua in un degrado senza onore.

In fondo il passo „schiavi di Roma“ non è poi così sbagliato…almeno per il PAT.

36 risposte a “E la vergogna continua”

  1. Mauro Ottobre scrive:

    La nostra storia è diversa dalle altre regioni italiane ma non si può dire che oggi gli alpini non esistono. La mia proposta era per unire e non per dividere! Non si può professare al Sacro Cuore e poi cercare lo scontro. Oramai l’adunata degli alpini nel 2018 si farà e la mia proposta mi sembrava giusta proprio perché abbiamo una storia diversa dalle altre regioni italiane! Sarebbe l’occasione giusta x dimostrare questo! Manifestare assieme significherebbe evitare eventuali eccessi nazionalistici proprio in occasione dei 100 anni della fine dalla Grande Guerra. Sarebbe un evento senza precedenti, un’occasione unica e tutti si chiederebbero la presenza degli Schutzen avendo i riflettori di tutta Italia.

  2. Franco scrive:

    Condivido pienamente il pensiero di Elena…in tutti i punti.
    Per quanto mi riguarda, se l’adunata si farà, io andrò via!
    Spero che lo facciano in tanti.
    Dovrebbero trovare la citta vuota!
    Esattamente come la trovarono gli invasori quel “3 Novembre”-il resto…tuttti falsi storici.

  3. Stefano scrive:

    Visto che si tira in ballo il Sacro Cuore e la Religione Cristiana, invito a leggere questo passaggio in latino della Santa Messa secondo il Rito Tridentino: Iudica me, Deus, et discerne causam meam de gente non sancta: ab homine iniquo et doloso erue me (Giudicami Dio e distingui la mia condizione da quella della gente non onesta: liberami dall’uomo iniquo ed ingannatore).
    Come si vede, altro che tutt’insieme appassionatamente: talvolta, la divisione è assolutamente necessaria per non confondere l’aggressore con l’aggredito, il violentatore con il violentato, il giusto con l’ingiusto.
    Per quanto riguarda i riflettori e gli eventi senza precedenti, ricordo a tutti che non stiamo parlando di partite di calcio o del festival di San Remo.
    Un po’ di misura non guasterebbe.

  4. Stefano scrive:

    Ach so, Elena, nett gsagt!

  5. Elena scrive:

    Onorevole, nessuno ha mai pensato o scritto che gli Alpini non esistono. Esistono, eccome. Leider, mi verrebbe da dire.
    La scelta della sfilata a Trento nel 2018 ha un solo intento: quello di dimostrare l’italianità del Welschtirol.
    Perché se a Bolzano gli Alpini hanno sfilato con striscioni del tipo “Italia unita dalle Alpi alla Sicilia” e “Non dividiamo quello che i nostri padri hanno unito” non oso neppure immaginare cosa succederà a Trento, l’”irredenta”. Perché gli Alpini verranno a sfilare nel 2018 in una terra che Italia non era ed è stata strappata contro la volontà della popolazione alla sua Heimat e alla sua Vaterland. Senza contare che viene calpestata la memoria di quanti (la stragrande maggioranza) contro gli Alpini hanno combattuto e sono morti.
    Le ricordo anche che gli Alpini MAI si sono distanziati dalle loro efferatezze del passarto, anzi. Sul Kapuzinerwastl di Brunico c’è ancora la data 1938 (Le ricorda forse qualcosa?), alla sfilata di Bolzano erano presenti Alpini con la divisa della guerra d’Abissinia!!!
    Vede, sarebbe come organizzare una manifestazione comune tra Ebrei e Palestinesi, oppure Inglesi e Cosacchi. Sa, ho seri dubbi che funzionerebbe. E un po’ di buonsenso sarebbe bastato a capirlo.
    Ma forse a molti fa comodo (e piacere) propagandare un’anima di questa terra non rispettosa della nostra storia. E far prevalere 100 anni di storia comune con uno Stato che non è il nostro, dimenticandosi di un passato ben più lungo. E francamente anche più onorevole

  6. Mauro Ottobre scrive:

    Appunto perché non si vogliono ripetere gli errori del passato e di Bolzano in questo caso, che all’adunata del 2018 sia opportuno che partecipino anche gli schutzen, le associazioni dei Kaiserchutzen e Standschutzen. Come ripeto questo per evitare eccessi di nazionalismo e ricordare una storia diversa dalle altre regioni italiane.

  7. Nicola scrive:

    …….scusate, ma quando ci sono le elezioni,quanti voti alpini al patt???1111
    Servus

  8. alex scrive:

    Questa idea dell’on. Ottobre non solo mi sembra improponibile, ma anche alquanto balzana. Perchè allora, già che ci siamo, non allargare ai repubblichini di Salò, ai partigiani e perchè no, anche agli ascari delle guerre d’Africa?
    Battute a parte, dopo ciò che è successo in questi ultimi cento anni, per non parlare di recenti fatti e dichiarazioni di alcuni interessati, non vedo proprio come sia possibile andare tutti insieme a braccetto, all’insegna dell’ “abbiamo scherzato”. La pace e la fratellanza dovrebbero sempre avere il sopravvento, ma non a ogni costo e a senso unico. In questo caso sarebbe come legittimare ciò che di più nazionalista esiste: l’ana e il corpo degli alpini e per osmosi, accettare supinamente l’asfissiante oppressione nazionalista. E di riflesso, sarebbe come accettare il centralismo e legittimare così il continuo stillicidio erosivo da parte dei vari governi, che da bravi italiani, prima si profondono in rassicuranti promesse, che poi puntualmente si rimangiano, venendo sempre più spesso a mettere le mani nelle nostre casse.

  9. alex scrive:

    Mi piacerebbe vedere le facce dei nostri Sizeri che sfilano dietro agli immancabili striscioni di cui parla la Signora Elena. Beh, se non fosse una cosa così seria, oltre ad essere di per sè stesso assurda, mi sembrerebbe talmente buffa da rasentare la comicità. E non mi pare proprio che in questa situazione ci si possa lasciar tentare dalla comicità. Non su questi fatti! Per favore, non rendiamoci complici delle nostre disgrazie passate e, inevitabili in quel deprecato caso, future.

  10. Elena scrive:

    E secondo Lei, On. Ottobre, gli Alpini, in raduno nella Trento irredenta del 2018, non porterebbero alcuno striscione a gloria delle loro gesta passate, presenti e probabilmente anche future?
    Sono decisamente più propensa a credere che gli asini volano.
    La domanda che mi faccio è però un’altra: ma Lei ci crede, o fa finta di credere a queste manifestazioni svendute come “volemose bene”, che in realtà nascondono solo un becero nazionalismo di cui francamente facciamo volentieri a meno?
    Tra l’altro ricordare con sfilate, festeggiamenti e bevute la fine di una delle guerre più sanguinose che ci siano mai state, causa anche della Seconda Guerra mondiale, mi sembra non solo incivile, ma demente.
    Fino ad ora quello che io ho visto, sia in Tirolo che in Sudtirolo, a ricordo della Grande Guerra sono state mostre e serate di approfondimento storico, non raduni oceanici di gaudenti.

  11. Io scrive:

    I colori dietro l’onorevole che dovrebbero rappresentare i colori del Tirolo del patt sono invertiti. Questo dimostra l’attenzione del patt alle nostre istanze. Saranno i prima fila a cantare la canzone del Piave..

  12. Marco de Tisi scrive:

    Pesonalmente dissento – e ne sono dispiaciuto, in quanto apprezzo l’impegno con cui l’onorevole Mauro Ottobre opera instancabilmente a favore della nostra autonomia – dalla proposta del deputato del Patt in relazione all’adunata nazionale degli alpini nella città di Trento nel 2018. Disquisire sulla sensibilità dell’associazione d’arma di cui trattasi, nei confronti del nemico di un tempo, non serve. La tracotanza che la contraddistingue è di tutta evidenza. Rabbrividisco al solo pensiero che si possa concepire una sfilata in cui gli Schützen siano coscientemente presenti all’alzabandiera degli alpini ed accompagnino di buon grado, al suono della fanfara, i labari e i gagliardetti ostentati ad ogni adunata dalle “penne nere”; ovvero i simboli di campagne militari condotte in guerre coloniali e di conquista. Non esistono ad oggi, come, a ragion veduta, sostiene la dott. Elena nella sua esposizione, prese di distanza da un passato in cui gli alpini stessi hanno combattuto nei vari teatri di guerra in veste di invasori. Non esiste, a tale riguardo, un barlume di spirito critico, nemmeno nei discendenti di coloro che caddero sotto il fuoco di chi oggi si pone come artefice di pace e di commiserazione per il nemico di un tempo. Un sentimento, quest’ultimo, che mal si concilia con decisioni prese d’imperio in spregio a quei “trentini” che non si riconoscono in una storia da loro non condivisa.

  13. lore scrive:

    Anche i bavaresi sfilano con gli schutzen…. eppure 200 anni fa non e’ che andavano tanto d’ accordo…

  14. Gialonèro VotoFranz scrive:

    . . . dal Territorio Libero di Trieste:
    anche da noi tutti, è condiviso il pensiero di Elena, così chiaro e ben espresso. Identica valutazione da tutti gli amici del “Litorale Adriatico” (Gorizia, Gradisca, Isontino, Cormòns, Cervignano, Aquileia, Grado, Monfalcone), nonchè Kanaltal (Pontebba-Pontifel Tarvisio-Tarvis).
    Anche a Trieste abbiamo persone come il signor Mauro
    Ottobre. . .
    Non aggiungo altro, ma invito TUTTI COLORO che l`hanno votato a farsi un esame di coscienza. . . e che Dio li perdoni!

  15. Hartmuth Staffler scrive:

    Alle sfilate degli Schützen tirolesi partecipano come ospiti graditi anche i Gebirgsschhützen bavaresi, che sono una milizia territoriale puramente difensiva come lo sono i nostri Schützen. In passato Bavaresi e Tirolesi si sono trovati, per colpa di certi regnanti, dalle parti opposte. Hanno però anche combattuto insieme, soprattutto nel 1915, quando il Deutsches Alpenkorps, formato al quasi 50 % da Bavaresi, è stata la prima formazione militare che è venuta a sostenere i nostri bravi Standschützen contro l’aggressione italiana. Oggi i nostri Schützen ed i Gebirgsschützen Bavaresi sono uniti nel difendere i nostri valori. A differenza degli Alpini non hanno un passato pieno di crimini di guerra e non festeggiano “vittorie” su popolazioni aggredite.

  16. Beppe scrive:

    Caro Mauro Ottobre
    Mi permetto di definire un po’ inopportuna la Tua lettera sull’Adige di oggi, in quanto forse causa la distanza Roma – Trento, travisi un po’ quella che è la realtà delle cose. Anzitutto parlando dell’adunata alpina insistentemente portata avanti più dai vertici che dagli alpini tutti, da tenersi a Trento per il 2018 , non è che sia solo uno scontro fra alpini e schützen, perché il popolo trentino non è formato solo da queste due categorie, ma ci sono anche molti trentini che non portano divisa alcuna e che hanno le loro idee in merito, quindi anche quelle da considerare. Forse a favore di questi ultimi dovrei ricordarTi che tempo fa Tu stesso dando del voltagabbana a un personaggio tanto caro a certi alpini ( per certo non a tutti!), Ti sei attirato addosso tanti di quegli improperi da far paura.
    Allora adesso vorrei farTi presente che in quella sfilata che si vorrebbe fare a Trento, sfilerà anche un labaro con le medaglie agli eroi trentini e non, che hanno combattuto a favore dell’Italia di allora. Fra quelle c’è anche la medaglia del personaggio “voltagabbana” come lo hai definito Tu e a molti trentini questo veramente non va giù tanto facilmente in questa data!
    Tu stesso, nella lettera, citi quanto si fece di male a questa Terra da parte dei nuovi arrivati dopo la prima guerra mondiale, e quanto la nostra gente ebbe a subire proprio da quella Legione Trentina osannata dal Presidente A.N.A. locale ,Pinamonti, uno dei fautori dell’adunata caparbiamente voluta proprio nel 2018! Quindi Ti chiedo ….. il buon accordo con tutti si fa offendendo i sentimenti della controparte? Si fa programmando sfilate con bandiere di guerra, proprio qui, proprio nel 2018, proprio quelle bandiere che hanno dato tanto da soffrire ai nostri vecchi? Proprio quelle bandiere che per 90 anni hanno tenuto obliati tutti i nostri Caduti? Perché ricordati che è proprio in nome di quella bandiera che è avvenuto tutto questo, e se adesso noi chiediamo un minimo di cortesia nel lasciare in pace questo 2018 non si chiede il mondo! L’adunata si può benissimo fare prima o dopo quella data, e non ci sarebbero problemi di sorta. Leggiti bene l’”editto” di Pinamonti (Adige 8 corr.) e rifletti.
    Chiudo citando una persona che stimo moltissimo, quell’italianissimo Altiero Spinelli, che tanto ha dato all’Italia, e che ha pronunciate queste sacre parole:” ….il 4 novembre è una data che ricorda il momento in cui l’Italia è uscita dalla tradizione del Risorgimento e ha imboccata la politica delle conquiste nazionaliste. Il 4 novembre dovrebbe quindi essere considerato , se fossimo persone serie, una data di lutto per noi e una data di lutto per gli Austriaci.” Questo per le celebrazioni del 4 novembre, ma cosa direbbe Spinelli per questa “celebrazione guerriera “del centenario ?
    Con i miei più cari saluti.

    Giuseppe Matuella

  17. Nicola scrive:

    Sono sempre più convinto che questi”POLITICHI” pensino solo al loro tornaconto ed i loro discorsi sono meri calcoli PRO LORO!!!
    Servus

  18. lore scrive:

    nel 40-43 i bavaresi hanno combattuto assieme agli alpini….

  19. Jager scrive:

    Purtroppo è stato deciso, l’adunata si farà, e c’è poco da discutere. Il fatto è che in ballo ci sono poteri forti, che controllano le masse, i media lustrano già le loro videocamere per immortalare 100 anni dopo una calorosa accoglienza della popolazione trentina nei confronti degli alpini…è praticamente una strategia di marketing a tutto vantaggio della cattiva informazione e sono certo che su nessuna TV, su nessun giornale e nemmeno sul libero web apparirà uno striscione con scritto “Via da Trento” o “Trento non è Italia” e dico PERFORTUNA! SI perfortuna perchè passeremmo per l’ennesima volta per gli ottusi, nostalgici e grotteschi separazionisti (perchè c’è poco da dire, così amano dipingerci i media, persino quelli che dovrebbero darci manforte!!!!!)
    No cari amici, io penso che in quei giorni i Tirolesi debbano fare qualcosa di straordinario, di unico di storico!!!!! Io penso che sarebbe uno spettacolo salire sulle montagne di tutto il confine tirolese con delle fiaccole e creare una catena per dimostrate che quello che l’Italia pensa di aver diviso, oggi è più unito che mai. Lasciamo quei quattro tabalori de taliani a bere e a orinare sui muri di Trento e confidiamo nel loro modo di “non smentirsi mai” sono convinto che fintanto che non si farà l’adunata la gente non vedrà l’ora che arrivino per rimpinguarsi le tasche, poi quando la marmaglia di penne nere se ne sarà andata, tutti a lamentarsi che gli alpini sono brodegoni e maleducati….vedrete.

    Viva el tirol.

  20. Hartmuth Staffler scrive:

    Non corrisponde alla realtà storica che „nel 40-43“ i bavaresi avrebbero combattuto con gli Alpini. Vero è che il 10 giugno del 1940 l’Italia, sicura della ormai inevitabile sconfitta della Francia, dichiarò guerra alla Francia cercando di assicurarsi una sua parte di gloria. L’Italia combattè contro le ultime riserve francesi facendo tutto da sola, compresa la brutta figura. Sempre il 10 giugno, l’Italia dichiarò guerra anche all’Inghilterra rimediando anche in questo caso una brutta figura in terra nordafricana. Il 28 ottobre del 1940, contro il parere della Germania che chiedeva all’Italia di evitare „guerre parallele“ e che era interessata a buoni rapporti con la Grecia, l’Italia dichiarò guerra alla Grecia. A far brutta figura in questo caso erano soprattutto gli Alpini della Julia, e soltanto l’intervento della Germania nell’aprile del 1941 salvò l’Italia da una sconfitta terribile.
    Dopo che era andato male contro la piccola Grecia, l’Italia cercò il successo militare contro la grande Unione Sovietica, dichiarando guerra all’URSS il 23 giugno del 1941, un giorno dopo l’inizio della guerra da parte della Germania. Hitler avrebbe volentieri fatto a meno di questo „aiuto“ italiano, ma Mussolini era troppo desideroso di poter lasciare combattere i suoi soldati a fianco di quelli tedeschi. L’avventura in terra russa finì con un disastro, ma gli Alpini ancora oggi si rifiutano di accettare la realtà. Invece di rimpiangere i loro morti festeggiano la „vittoria“ nella cosiddetta „battaglia di Nikolajewka“ ingigantendo un piccolo successo in una scaramuccia, successo tra l’altro ottenuto solo grazie al sostegno di un semovente tedesco.

  21. lore scrive:

    allora erano gli alpini a combattere assieme agli alpini… eh si così suona tutta un’altra cosa…
    jager ha ragione nel dire che bisogna fare qualcosa di straordinario. una cosa straordinaria io la vedo nel partecipare all’adunata da tirolesi. sarebbe l’occasione di stare in prima fila sotto i riflettori. e a quel punto chi potrebbe fermarci dal dire e fare quello che pensiamo…
    pensateci su e lasciate da parte un pò di quell’ottusità che vi rode…

  22. Elena scrive:

    @lore
    Certamente.
    Anzi, ancora meglio: speriamo che piova così ogni Schütze in Tracht avrà l’onore di reggere un ombrello perché ai poveri Alpini non si bagni la penna.
    Questo sì che sarebbe fare presenza, e dimostrare che siamo veri Tirolesi e non poveri ottusi…

  23. Stefano scrive:

    @lore
    In prima fila sotto i riflettori? Ma cos’è, una partita di calcio o la finale di miss Italia? Se così, ci vada lei in prima fila. Da solo, però, senza Schützen. E si sforzi -sempre che le riesca possibile- di perdere quell’italico vizietto di offendere chi non ritiene di aderire alle sue brillanti idee.

  24. alex scrive:

    Mi è piaciuta un sacco la replica di Hartmuth Staffler sulle ‘avventure’ di guerra dell’Italia. Possono cambiare gli uomini (nella 1^ guerra mondiale c’era il re, Sonnino e Cadorna, etc., nella 2^ guerra mondiale Mussolini, il fascio ..e il re), ma l’indole rimane sempre quella, rigorosa: una guerra non si finisce mai con coloro assieme ai quali è stata iniziata! A piacermi di più è stato il passo dove dice che l’Italia ha dichiarato guerra alla Francia, quando ha visto che era ormai spacciata, per poter poi spartire il bottino coi tedeschi. La stessa cosa che aveva fatto 25 anni prima con l’Austria. Basti pensare al famoso documento segreto (del 9 agosto 1914) del ministro degli esteri italiano Sangiuliano, nel quale diceva che non sarebbe sceso in guerra a fianco dell’alleata Austria, ma che al contrario l’avrebbe combattuta: «Lo faremo quando avremo la certezza della vittoria!» La stessa cosa in una successiva lettera diplomatica segreta al ministro degli esteri inglese Grey: «Quando l’Austria si troverà in difficoltà e noi avremo la certezza della vittoria, tutti insiemi noi (Francia, Inghilterra, Italia) l’attaccheremo”!
    Non c’è che dire, sarà magari l’unica cosa, ma in quello sono costanti e puntuali.
    Naturalmente sono anche bravi poi a compiacersi e vantarsi di questa loro vergognosa caratteristica: una su tutte, vedi libro presentato poco tempo fa dal vespone, dal titolo emblematico “Italiani voltagabbana”!

  25. major scrive:

    ……..cose da pazzi…parole di….. un autonomista….
    poveri noii
    Questi sono cani sciolti devono marcare il loro (sik) territorio.

  26. lore scrive:

    stefano… no non è una partita di calcio nè tantomeno la finale di miss italia.
    certo. ci posso andare benissimo senza schutzen, senza kaiserjager, anche senza bandiera ci posso andare. quello che non potrei lasciare a casa sicuramente è l’orgoglio di essere nato, cresciuto e vissuto in questa terra.e anche il bisogno di raccontare agli stranieri quello che siamo, quello che eravamo e quello che vorremmo essere.
    quell’italico vizietto a cui si riferisce sembra che non sia solo mio… ma vedo che va molto di moda fra i frequentatori di questo sito.
    elena.non mi piace il suo modo di rapportarsi con gli altri, non mi piace il modo che lei adopera per rispondere a chi “non” la pensa come lei.in sostanza non mi piace lei.possiamo chiudere qui il discorso fra noi.
    hartmut. sono d’accordo con lei sulle vicissitudini belliche dell’italia.però non può negarmi che i tedeschi andavano a braccietto con gli italiani. e non può negarmi che abbiano combattuto assieme.
    detto questo mi scuso se qualcuno si è sentito offeso dalla parola “ottuso”…

  27. Elena scrive:

    @ lore
    Cercherò di sopravvivere alla Sua disapprovazione :)

  28. alex scrive:

    Non c’è che dire, questo lore ne ha avuto per tutti. A dir la verità, a seguito dei miei modesti contributi, mi sarei aspettato ugual censura. Si aspettava forse il signore che dai frequentatori di questo sito si elevassero entusiastici cori di evviva o inneggiamenti ai prodi alpini, nonché devote professioni di fede alla italica patria?
    Da qui la domanda: come possiamo aspettarci che gente abituata in nome dell’individualismo e del menefreghismo a non rispettare nemmeno la propria patria, possa comprendere e rispettare i nostri sentimenti?
    Non si preoccupi signor lore, non serve raccontare agli stranieri (si riferisce a noi?) chi sono, chi erano e, mi perdoni, chi “sognerebbero” di essere gli italiani; lo sanno benissimo e non mancano mai di evidenziarlo. Eccole una delle numerose conferme:
    https://www.youtube.com/watch?v=tZdApSymmlo
    P.S. Di quale “vizietto” parla e da parte di chi? Se proprio vuole, a differenza vostra, noi abbiamo semmai il “vizietto” di difenderci dagli attacchi esterni. La nostra millenaria cultura ci vieta di aggredire o invadere gli altri.

  29. Stefano scrive:

    @Iore
    Porti pazienza, sono un sempliciotto, ho vissuto la miglior parte della mia vita in mezzo ai monti, ich bin ein Mann aus den Bergen: non riesco a recepire il termine “ottuso” come complimento.

  30. lore scrive:

    Alex ma per chi mi hai preso? Gli stranieri a cui mi riferivo sono gli italiani. Io sono tirolese. O forse per voi bisogna essere schutzen per esserlo?
    Il vizietto a cui mi riferivo e’ quello che mi ha affibbiato il signor stefano. Di offendere chi non la pensa come me… cosa che vedo di moda tra i frequentatori del sito

  31. alex scrive:

    Scusa tanto, ma da quello che dicevi sopra non sembravi troppo tirolese…potevi sembrare piùttosto uno di quei nazionalistelli piumati trentini!
    Ma comunque c’è sempre il fatto che tu approvi l’idea di Ottobre a dar da pensare…

  32. lore scrive:

    Non sono nazionalista piumato…
    E non e’ che approvo l’idea di ottobre. E’ che forse abbiamo avuto la stessa idea. Secondo me l’unica maniera di ostacolare l’adunata e’ quella diparteciparvi. Ovvio che questa e’ solo la mia opinione.sicuramente posso sbagliare ma non e’ che andando da altrove che si risolve il problema…

  33. alex scrive:

    Ma nemmeno farsi complici di una manifestazione ultranazionalista di coloro che si vantano continuamente di averci conquistati.
    Se vuoi la mia opinione, in quel deprecato caso, i nostri Sizeri (non parliamo poi dei ‘poveri’ Kaiserjäger) non farebbero che la stessa triste figura dei prigionieri galli esibiti quale trofeo in occasione delle trionfali sfilate delle vittoriose legioni romane ai fori imperiali dell’Urbe.
    Non accorgersi di questo che più che un rischio è una certezza, significa essere ingenui, se non addirittura incoscienti. E credimi, in casi come questo la buona volontà e le buone intenzioni, specie se a senso unico come è logico aspettarsi, servirebbero solo a fare un bel 腹切り(harakiri) tra lazzi e frizzi, non parliamo poi dei fischi!
    Garantito, riferiscilo pure anche al tuo ‘vate’ ispiratore Ottobre!

  34. lore scrive:

    Ottobre non e’ per niente mio vate ispiratore. Se devi riferirgli qualcosa fallo direttamente tu caro al ex.
    io preferisco affrontarli a testa alta piuttosto che andare da un’ altra parte oppure andare in chiesa a chiedere perdono….

  35. alex scrive:

    Affrontarli a testa alta? E chi di grazia, gli alpini? :)

  36. lore scrive:

    E chi senno’?

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