La storia insegnata….

Attualità

Di seguito un’interrogazione presentata dal consigliere Urzì in consiglio regionale. Lascio a Voi i commenti.

 

INTERROGAZIONE
Celebrazioni in occasione dell’anniversario dell’entrata in guerra dell’ltalia nella I Guerra mondiale

Nel corso delle celebrazioni per l’entrata in guerra dell’Austria Ungheria nel primo conflitto mondiale, nel 2014, sono state realizzate iniziative di forte impatto emotivo anche attraverso l’Euregio Trentino Alto Adige Tirol. In particolare in Galizia ed a Cracovia (Polonia] nell’ottobre scorso si sono tenute importanti momenti celebrativi che hanno recuperato la memoria e celebrato la pietà per i caduti sul quel fronte cosi lontano dai nostri territori ma che vide impegnati con la divisa dell’impero asburgico tanti giovani combattenti originari anche dell’Alto Adige e del Trentino, allora cittadini austriaci e quindi reclutati con la divisa di quell’Impero. AIcune di queste celebrazioni peraltro sono state fortemente contestate da insegnanti e alunni trentini che avevano partecipato ai ciclo di eventi promossi da Euregio in quanto nel corso di essi si e assistito per iniziativa giudicata unilaterale da parte di gruppi folcloristici a momenti di celebrazione univocamente rivolti alla memoria dei caduti “austriaci” senza alcuna menzione particolare per i caduti del fronte opposto. Due episodi che erano stati ritenuti poco eleganti; e anche fortemente strumentalizzati, dal punto di vista ideologico. AI di la di queste situazioni fonte di imbarazzi, il clima e delle celebrazioni in terra polacca e stato altamente conciliativo. Si ritiene ora che nell’anno dell’anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia debba essere predisposto un calendario di iniziative atte a ricordare anche le vicende belliche lungo il fronte ” austriaco” meridionale, allo stesso tempo fronte “italiano” settentrionale. Le vicende di guerre portarono a forti lacerazioni della società trentina con l’impegno su fronti diversi di componenti di medesimi nuclei familiari. L’ irredentismo costituì un fortissimo richiamo per intere schiere di giovani trentini che combatterono con la divisa italiana, spesso superando perigliosamente le linee del fronte, per unirsi all’esercito di liberazione nazionale. Intere popolazioni italiane nelle fasce di frontiera fra Austria ed Italia (del tempo) furono trasferite in campi di concentramenti vicini a Vienna. Esempi come quello di Cesare Battisti furono numerosi, alcuni sono meno noti, come meno noti sono i nomi dei militari trentini che vestirono la divisa italiana che caddero sul fronte meridionale austriaco. Molti di loro sono ancora ricordati sulle lapidi di cui il Trentino si dotò dopo la fine della Guerra e in alcuni ossari in Alto Adige.
Tutto ciò premesso,
SI INTERROGA
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
E/0 L’ASSESSORE COMPETENTE
per sapere:
l. quali iniziative si intendano promuovere, dopo le celebrazioni del 2014, per richiamare nel corso del 2015 la memoria delle vicende belliche che vide impegnata l’Italia sul fronte alpino con l’Austria, e quale solenne momento di celebrazione vorrà essere promosso per dedicare un omaggio ai militari (moltissimi della nostra regione) caduti per l’ Unita nazionale e per animare la pietà per chi cadde sull’altro lato del fronte, quello austriaco;
2. se si ritenga necessario garantire un momento di opportuna valorizzazione del sacrificio di tanti giovani e del dramma della guerra sul fronte trentino/altoatesino e come;
3. se siano in previsione momenti di recupero della memoria dolorosa delle deportazioni da parte delle autorità austriache in campi di concentramento delle popolazioni di lingua italiana lungo la fascia di frontiera meridionale e come si intenda rendere onore ai sacrificio di queste comunità.
A termini di regolamento si richiede risposta scritta.
Alessandro Urzì
Bolzano, 16.07.2015

 

7 risposte a “La storia insegnata….”

  1. Nicola scrive:

    Veda il sig. Urzì di fare luce e chiarezza sui deportati trentini in terra italiana, delle loro sofferenze, delle loro privazioni, dei loro patimenti e di quanti non fecero più ritorno. Probabilmente questi scheletri nell’ armadio italiano sono caduti nel dimenticatoio, vuoi per vergogna o più probabilmente per vigliaccheria. Troppo comodo chiamare LAGER i campi profughi austriaci (termine che richiama i più tristemente noti Lager nazisti) e non definire con tale termine i campi profughi italiani.Questa è l’ambiguità ipocrita tipica italiana.
    Servus

  2. Elena scrive:

    “per dedicare un omaggio ai militari (moltissimi della nostra regione) caduti per l’ Unita nazionale”
    Moltissimi militari della nostra regione caduti per l’unità nazionale?
    Sig. Urzi non beva, l’alcool non Le fa bene…oppure ha seri problemi con la matematica :)

  3. Stefano scrive:

    L’unico commento che mi esce in questo momento, dopo aver letto quanto scritto dal sempre più ineffabile Urzì, è il seguente:
    Unità d’Italia = Crimine di guerra.

  4. Rofreit scrive:

    il sig. Urzì, deve giustificare al suo elettorato la sua presenza nel consiglio regionale, però purtroppo la storiella che racconta nella sua interrogazione fa acqua da tutte le parti,
    Probabilmente non conosce, o meglio ancora, fa finta di non conoscere la Storia con la S maiuscola.
    “Intere popolazioni italiane nelle fasce di frontiera fra Austria ed Italia (del tempo) furono trasferite in campi di concentramenti vicini a Vienna.”
    Solo da queste righe si capisce l’ignoranza del soggetto:
    1) le popolazioni trasferite erano cittadini AUSTRIACI di madre lingua italiana e non cittadini italiani.
    2) i trasferimenti coatti effettuati su questi cittadini AUSTRIACI non sarebbero stati effettuati se il Regno d’Italia non avesse dichiarato guerra al suo ex Alleato.
    Da ciò si capisce che il nazionalismo becero è ben presente in questa regione ed Urzì è il degno rappresentante.

  5. Marco de Tisi scrive:

    Come sovente in Italia accade in ambito politico, l’ipocrisia regna sovrana. Ne abbiamo qui un chiaro esempio.

  6. fleimstal scrive:

    Cara Elena,
    Non mi sembra che Urzì sia un tipico cognome Tirolese. forse lui si riferiva ai caduti di un’altra regione..

  7. major46 scrive:

    Sign URZI…..chiamarlo sign è un eufemismo…….

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