La storia corretta, secondo alcuni….

Attualità

Girando per Bolzano ci si imbatte nel manifesto sopra. E’ fin troppo semplice chiedersi chi all’interno della provincia di Trento finanzia un’oscenità di tale genere. Il Trentino che finanzia delle opere che riguardano l’Italia in guerra quando i residenti dell’odierno Trentino erano schierati dall’altra parte grida vendetta. Ci piacerebbe sentire le motivazioni, ma un filo di vergogna c’è comunque nel eleggere persone che fanno questo tipo di pubblicità alla nostra Terra. Lasciamo a Voi i commenti del caso, non vorremmo inveire troppo.

7 risposte a “La storia corretta, secondo alcuni….”

  1. Stefano scrive:

    “Con l’espressione Sindrome di Stoccolma si intende un particolare stato di dipendenza psicologica … che si manifesta in alcuni casi in vittime di episodi di violenza fisica, verbale o psicologica. Il soggetto affetto dalla Sindrome di Stoccolma … prova un sentimento positivo nei confronti del proprio aggressore che può spingersi fino all’amore e alla totale sottomissione volontaria, instaurando in questo modo una sorta di alleanza e solidarietà tra vittima e carnefice” (Wikipedia).
    I finanziatori, gli sponsor e gli ideatori del titolo di questa iniziativa -evidentemente affetti da tale patologia- andrebbero tutti ricoverati prima in una clinica psichiatrica, poi sottoposti ad un breve ciclo di formazione storica, nell’auspicio di un loro rapido e profondo ravvedimento.

  2. Stefano scrive:

    …dimenticavo: sono anche fatti come questi che fanno dire a personaggi come Alessandro Urzì (si, si, proprio quello!) che a certi trentini “personalmente preferisco i tirolesi, perché sono veri, autentici, convinti”.

  3. D@vid scrive:

    Concordo con l’opinione espressa da Stefano. Ma forse qualcosa si sta muovendo anche a süd di Borgeth am Etsch. Un giornalista italiano, di una emittente radiofonica di Roma, concorda con l’opinione che il territorio Südtirol sia stato invaso militarmente e i cittadini residenti abbiano diritto ad esprimersi sull’indipendenza (al contrario del Veneto): https://www.youtube.com/watch?v=lS8o-psTruI

  4. sandro scrive:

    Non solo il Südtirol e’ stato invaso militarmente ma manche il nostro Trentino ( Welschtirol)!!!kkk

  5. Mauro Mazzetti scrive:

    Stefano ha già espresso bene ciò che c’era da dire: tale manifesto lo ho visto personalmente all’entrata posteriore (dove entrano i bus) della stazione autobus di Trento.
    Una sola cosa da aggiungere: dopo il ricovero in psichiatria non si deve assolutamente rilasciarli per nessun motivo. Comunque: visto che a questi Trentoni (=Trentini co……oni) piace tanto sentirsi italiani, vedremo se saranno della stessa opinione quando verso la fine dell’anno l’autonomia sarà solo un ricordo.

  6. Io scrive:

    Arrivano a Trento e Rovereto per la prima volta le “Lezioni di Storia”, promosse dalla Provincia Autonoma di Trento, Trentino Marketing,Comune di Trento e Comune di Rovereto, ideate dagli Editori Laterza, realizzate con il sostegno di Casse Rurali Trentine, Cavit, Dolomiti Energia, Mediocredito Investitionsbank e la collaborazione tecnica del Centro Servizi Culturali Santa Chiara.

    Il ciclo dal titolo “L’Italia in guerra” si svilupperà in nove lezioni affidate ad alcuni tra i maggiori storici italiani, divise tra il Teatro Sociale di Trento le prime 5 e il Teatro Zandonai di Rovereto le restanti 4. Le lezioni saranno introdotte nell’ordine da Luigi Sardi, Patrizia Marchesoni, Quinto Antonelli, Alessandro de Bertolini, Claudio Ambrosi, Marco Bellabarba, Camillo Zadra, Fabrizio Rasera, Marcello Bonazza.

    Le lezioni si terranno la domenica mattina alle ore 11.00, dal 4 ottobre fino al 29 novembre 2015, pressoil Teatro Sociale di Trento e il Teatro Zandonai di Rovereto.

    Sarà dunque il primo conflitto mondiale il nucleo tematico di questo ciclo di Lezioni di storia, dal titolo “L’Italia in guerra”. Nove storici di fama ripercorreranno le tappe principali della guerra che ha aperto il Novecento europeo e i cui effetti sugli equilibri mondiali, sulle popolazioni e sulle società coinvolte sono stati di lunga durata.

    Partiremo il 4 ottobre con Simona Colarizi che racconterà le fanfare della propaganda che in un anno portano l’Italia dalla neutralità all’intervento; l’11 ottobre Alessandro Barbero racconterà Caporetto vista dai vinti e dai vincitori; Mario Isnenghi il 18 ottobre racconterà la fine di vecchi miti e la loro trasformazione, (per esempio, dal patriottismo risorgimentale al nazionalismo del ventennio); il 25 ottobre Gianni Toniolo racconterà i costi della prima guerra tecnologica della storia; il 1° novembre Enrico Camanni parlerà della guerra bianca, la dura vita di trincea tra i monti del confine; l’8 novembre Giulia Caccamo racconterà la fine dell’impero austriaco e l’umiliazione dei vinti; il 15 novembre Gustavo Corni parlerà degli italiani dell’impero asburgico, da patrioti a traditori; il 22 novembre Raoul Pupo racconterà la vittoria senza pace e l’insoddisfazione degli italiani; il 29 novembre concluderà Emilio Gentile con il racconto degli artisti che si lasciarono inebriare dal mito della guerra per poi scontrarsi con la crudeltà dei campi di battaglia.

    L’ingresso a tutte le lezioni sarà libero fino ad esaurimento posti. A partire dalle ore 10.00 i biglietti potranno essere ritirati nei teatri dove si terranno le lezioni

  7. Beppe scrive:

    Lezioni di storia.
    Prima lezione oggi 4 ottobre 2015, al Sociale di Trento. Titolo “ PROPAGANDA PER LA MOBILITAZIONE” Il pifferaio magico invita alla guerra.
    Bravissima la relatrice, Simona Colarizi, docente di Storia contemporanea alla Sapienza Università di Roma. Interessantissima la Sua esposizione, ma purtroppo, non si capisce in base a quale ragione, la parte di storia che si riferiva alla nostra terra è stata completamente dimenticata. Non una parola sui pifferai nostrani, che non erano poi gli ultimi arrivati e sul loro operato. Eppure la guerra era stata dichiarata per la nostra “redenzione”, si è combattuta tanto anche sulla nostra terra e ne conosciamo le conseguenze! Decisamente incomprensibile l’investimento fatto dalla provincia per spiegare a noi la storia italiana, quando nelle nostre scuole, al giorno d’oggi ci sono docenti che spiegano agli alunni che qui, il Trentino è sempre stato italiano! Decisamente sarebbe il caso di incominciare a insegnare la storia locale, anche a certi docenti, prima delle menate italiane.

Lascia un Commento

*