La patente e il confine che non c‘è

Attualità

In data 16 febbraio c. a. il portale di notizie stol.it riporta una breve nota che riguarda la patente dei cittadini europei trasferitisi in Italia.

Coloro che possiedono una patente con validità illimitata, come Austria e Germania, e si trasferiscono sul territorio italiano, devono richiedere entro due anni la patente italiana. Per chi non ottempera gli obblighi di legge è prevista una multa da 155 a 624 euro ed il ritiro della patente straniera.

In realtà la notizia apparsa su stol.it banalizza molto la questione, che è in realtà molto più complessa.

L’argomento ha approfondito in modo più che esuriente Harald Knoflach sulla pagina di BBD: di seguito il link di riferimento:

http://www.brennerbasisdemokratie.eu/?p=22806

E la mia traduzione in lingua italiana.

„Le patenti straniere devono essere cambiate in una patente italiana entro due anni dal  trasferimento della residenza in Italia. E le patenti straniere vengono trattenute. Questa regola vale anche per i cittadini della UE. Poiché io sono uno di questi, ho una residenza in Südtirol e possiedo una patente austriaca, questo provvedimento colpisce anche me. Ma bene!! Anche se io ho ancora una residenza in Austria. E quindi dovrebbe essere tutto ok. O forse anche questa è una legge, che non deve essere presa alla lettera.

Per sicurezza scrivo una e-mail agli uffici competenti della Provincia. E mi viene immediatamente confermato che è proprio così. E anche che devo far cambiare la mia patente in una italiana, anche se ho ancora una residenza in Austria.

E così si deve procedere per il cambio di una patente della UE:

  • Patente originale (che viene TRATTENUTA in caso di cambiamento (sic!)
  • Copia della patente originale
  • Certificato medico con marca da bollo e foto autenticata dal medico ufficiale, la data di certificazione non può essere superiore ai 3 mesi
  • Carta d‘identità valida
  • Codice fiscale
  • 2 fotografie formato tessera attuali ed identiche, a capo scoperto, con sfondo chiaro su carta fotografica, firmate sul retro, una delle quali deve essere autenticata (nel caso l’interessato la porti personalmente allo sportello, l’autentificazione può essere fatta anche dall’impiegato)
  • Certificazione sostitutiva in alternativa alla certificazione secondo l’art. 5 del Decreto Legge 22/10/ 1993 N. 17, che riguarda le patenti estere
  • Cittadini non UE devono presentare anche il permesso di soggiorno in originale oppure, in caso fosse scaduto (sic!!) una copia assieme ad una certificazione da parte della Posta dell’avvenuto pagamento  per il rinnovo

Spese: tasse di segreteria 9 euro

Marche da bollo 32 euro

 

Per curiosità personale ho deciso di ricercare se questo spreco burocratico ed economico si verifica anche in Austria e in Germania, o se si tratta della solita volontà italica di essere sempre diversi. Non mi sorprende molto scoprire che in Austria e Germania i cittadini UE non devono far cambiare la patente.

L’unica possibile spiegazione per questa apparente vessazione della sola Italia potrebbe essere la durata della patente, che qui è limitata nel tempo.

Io ritengo questa norma (della validità limitata) più che giusta:  Austria e Germania potrebbero tranquillamente prenderla ad esempio. Ma in questo caso sarebbe necessario un intervento della UE per armonizzare il tutto.

Quello che però non riesco a spiegarmi è dover cambiare la patente anche se io ho ancora la residenza in Austria. Quindi la residenza italiana ha „più valore“ di quella in Austria? Posso solo sperare che alle autorità austriache non  venga in mente di introdurre una regola simile. Altrimenti ogni volta che attraverso“ il confine che non c’è“ al Brennero – e questo accade piuttosto spesso – dovrei far cambiare la mia patente.

Cosa faccio, mi costruisco una baita vicino al centro commerciale al Brennero?“

Qui termina il racconto di Harald Knoflach. Non c’è molto da aggiungere: questo è l’ennesimo esempio del „confine che non c’è e che esiste solo nella testa dei nostalgici“.

In base a quale diritto viene „ritirato“ un documento valido, emesso da un altro Stato e rilasciato ad un cittadino su cui non pende alcun procedimento  civile o penale?  E, tanto per curiosità, cosa succede a questi documenti validi „ritirati“ dall’Italia?

Siamo nuovamente di fronte ad un esempio della efficienza della EU nel controllare il comportamento dei suoi Stati membri: Europa, se ci sei batti un colpo!!

3 risposte a “La patente e il confine che non c‘è”

  1. Mauro Mazzetti scrive:

    C’è qualcosa di strano: le patenti rilasciate ai cittadini europei (le patenti sono state unificate nel gennaio di 2 anni fa; l’Italia ha recepito con una sua legge) hanno una scadenza per ogni categoria di patente posseduta, basta guardare sul retro della patente, dove sono elencate le categorie possedute è anche specificata la sua scadenza, spesso diversa pere ogni categoria. Il discorso è più lungo ma se il tema interessa, pur non essendo io un esperto, sotto riporto la mia email.
    Per quanto riguarda la residenza, all’interno della UE che io sappia non possono essere due, quindi la persona dell’articolo è in una situazione anomala, soprattutto con possibili implicazioni fiscali. Deve decidere quale è la sua residenza. Si ricorda inoltre che in Italia (non so la situazione all’estero) esiste la residenza e il domicilio, la cui differenza è sottile ma che spesso viene confusa e porta a situazioni come quella descritta. Il mio consiglio è che venga mantenuta la residenza austriaca. Sarei inoltre contento di parlare di questa cosa con Elena. Saluti.

  2. alex scrive:

    Davvero incredibile e incomprensibile, un membro a pieno titolo dell’Unione Europea, che invece di agevolare la burocrazia crea muri, salvo però a riempirsi la bocca in ogni occasione, specie alle alte sfere!
    Ora qualcuno mi darà magari del razzista, ma la domanda me la pongo ugualmente: come sarà con le patenti degli immigrati africani e non. Sarebbe interessante sapere se le loro patenti originali vengono convertite pari pari o se devono sostenere degli esami? No, perchè una cosa è la patente europea, altra cosa quelle extraeuropee. Non vorrei che per loro ci fossero invece semplicazioni o agevolazioni. Non sarebbe proprio da stupirsi in tal caso ..

  3. Andreas scrive:

    purtroppo è tutto vero siamo di fronte ad una eterna e anormale farsa tipica italiana.

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