Gli internati di Katzenau e la propaganda del regime.

Storia del Territorio - Geschichte der Region

Proponiamo una interessante lettera che il Sig. Aldo Morelli di Torbole sul Garda ha inviato al quotidiano l’Adige e da quest’ultimo pubblicata Domenica 1 Giugno scorso.

 

“Egregio Direttore, vorrei correggere i dati, risalenti a qualche decennio fa, per i quali, fra i 1.754 trentini internati a Katzenau si ebbero ben 353 morti, morti per lo più nel 1918 per spagnola (si veda il n.2 del supplemento “100 anni di storia trentina”). Ebbene, per quanto riguarda Katzenau, il numero complessivo dei trentini internati, il numero dei morti e l’epoca di questi decessi non sono veritieri. Tra i trentini internati, infatti, sono conteggiati come tali anche alcune centinaia di famigliari, bambini compresi, che internati non lo furono mai. I trentini, poi, lasciarono il campo nella primavera del 1917, per cui non vi fu alcuno di essi morto a Katzenau di spagnola. I trentini morti a Katzenau infine, furono 18 (si veda in proposito il carteggio esistente presso l’Archivio Centrale dello Stato in Roma, nel fondo della presidenza del Consiglio dei Ministri, 1928-1930, busta 1358, fascicolo 19.1.6379 avente il titolo “Salme ex perseguitati politici seppellite nel cimitero di Linz. Voti per rimpatrio”).

Da dove vengono allora i 346 morti che avanzano? Semplice: dalle migliaia di sudditi del regno d’Italia (regnicoli) che erano internati nella zona di Linz. Il 18 febbraio 1918, infatti, risultavano internati in tale zona 8570 regnicoli, 3336 dei quali collocati all’interno del campo colpito poi dalla spagnola (si veda presso nei succitati archivio e fondo la busta 132, fascicolo 19.11.5, n. 281).

C’è dell’altro. Nella primavera del 2001 una moltitudine di trentini – il Presidente della Giunta Provinciale, 40 sindaci, rappresentanza degli alpini, fanti, pompieri e crocerossine si recarono a Linz dove depositarono, come riportava la stampa dell’epoca, delle corone nel cimitero dove si trovavano i resti degli “353 trentini irredentisti morti”. In quella occasione si ricordò che, in base ai documenti dell’archivio diocesiano locale, nel periodo della seconda guerra mondiale erano stati sepolti, sopra le tombe dei trentini, i soldati della Wermacht che erano periti nell’ospedale militare di Linz. Anche questo dato non è veritiero poiché le salme dei 18 trentini ricordati sopra, furono esumate e trasportate in Trentino il 30 ottobre 1929.

Come si vede, la contabilità “patriottica” da sempre i numeri quando vuole quantificare l’eroismo espresso o le “sofferenze” patite dalla propria parte.” 

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