Franz Josef Proclama 1915

An meine Völker!

Der König von Italien hat mir den Krieg erklärt.

Ein Treuerbruch, desgleichen die Geschichte nicht kennt, ist vom Königreich Italien an seinen beiden Verbündeten begangen worden.

Nach einem Bündnis von mehr als 30- jähriger Dauer, hat uns Italien in der Stende der Gefahr verlasen und ist mit fliegenden Fahnen in das Lager unserer Feinde übergegangen. Wir haben Italien nicht bedroht, sein Ansehen nicht geschmälert, seine Ehre und seine Interessen nicht angetastet. Wir haben unserer Bündnispflicht stets treu entsprochen und ihm unseren Schirm gewährt, als es ins Feld zog.

Wir haben mehr getan: Als Italien seine begehrlichen Blicke über unsere Grenzen sandte, waren wir, um das Bundesverhältnis und den Frieden zu erhalten, zu schmerzlichen Opfern entschlossen. Aber die Begehrlichkeit Italiens, das den Augenblick nützen zu sollen glaubte, war nicht zu stilen. Und so nimmt das Schicksal seinen Lauf. Meine Armene haben siegreich dem mächtigen Feind im Norden widewstanden, während der 10-monatigen gigantischen Kämpfe und in einer vollständigen Waffenbrüderschaft mit den Heeren meines hochverehrten Verbündeten.

Der neue hinterlistige Feind des Südens ist für euch sicherlich kein neuer, unbekannter Gegner. Die großen Erinnerungen von Novara, Mortasa, Custoza und Lissa, der Stolz meiner Jugend, und der eiserne Wille von Radetzky, Erzherzog Albert und Tegethoff, der in meinen Streitkräften zu Wasser und Land fortelbt, sind meine Garanten, dass wir auch im Süden erfolgreich die Grenzen der Monarchie verteidigen werden.

Mein Gruß geht an meine tapferen und siegreichen truppen. Ich habe volles Vertrauen in sie und in ihren Kommandanten!

Ich habe volles Vertrauen in meine Völker. Ihrem unvergleichlichen Opfergeist gilt mein aufrichtigster un väterlicher Dank!

Den Allmächtigen bitte ich, dass er unsere Fahnen segne und unsere gerechte sache in seine gnädige Obhut nehme.

Franz Joseph

Ai miei popoli!

Il re d’Italia mi ha dichiarato guerra.

Il regno d’Italia ha commesso a danno dei suoi due alleati un tradimento di cui la storia non conosce uguale.

Dopo un patto d’alleanza che durava da oltre trent’anni, durante i quali ha potuto crescere il suo territorio e conseguire un insperabile benessere, l’Italia ci ha abbandonati nell’ora del pericolo ed è passata a bandiere spiegate nel campo dei nostri nemici.

Noi non abbiamo minacciato l’Italia, non abbiamo menomato la sua reputazione, violato il suo onore o i suoi interessi. Noi abbiamo scrupolosamente osservato gli obblighi derivatici dall’alleanza e accordato la nostra protezione quando l’Italia ha preso le armi.

Noi abbiamo fatto di più: quando l’Italia ha diretto i suoi avidi sguardi sui nostri confini, noi, per salvare l’alleanza e la pace eravamo pronti a grandi e dolorosi sacrifici, a sacrifici che toccavano in modo particolare il nostro cuore paterno. Ma non è stato possibile calmare l’avidità dell’Italia, che credeva di dover sfruttare l’occasione. Così deve compiersi il destino, Le mie armate hanno vittoriosamente resistito al potente nemico al Nord durante dieci mesi di gigantesche lotte e nella più completa fratellanza d’armi con gli eserciti del mio illustre alleato.

Il nuovo perfido nemico del Sud non è certo per voi un avversario nuovo. I grandi ricordi di Novara, Mortasa, Custoza, e Lissa, che sono l’orgoglio della mia gioventù, e lo spirito di Radetzky, dell’arciduca Alberto e di Tegethoff, che sopravvive nelle mie forze di terra e di mare, mi sono garanti che anche nel Sud sapremo difendere con successo i confini della monarchia.

Io rivolgo un saluto alle mie valorose e vittoriose truppe. Ho piena fiducia in loro e nei comandanti!

Ho piena fiducia nei miei popoli, al cui ineguagliabile spirito di sacrificio è dovuto il più profondo e paterno ringraziamento.

Prego l’Onnipotente di benedire le nostre bandiere e di accogliere la nostra giusta causa sotto la sua benigna protezione.

Franz Joseph

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